Pallade Veneta - Borsa della spesa, il ciclone Harry colpisce il settore ittico

Borsa della spesa, il ciclone Harry colpisce il settore ittico


Borsa della spesa, il ciclone Harry colpisce il settore ittico
Borsa della spesa, il ciclone Harry colpisce il settore ittico

Pesci fragolini tra i più convenienti, 2 euro/kg all'ingrosso

Cambia la dimensione del testo:

Dopo il ciclone Harry, che ha messo a dura prova la pesca e la logistica dei trasporti e causando la chiusura di mercati all'ingrosso importanti, come quello di Cagliari e bloccando le barche in porto per giorni, rimangono ancora bassi, anche con la "lenta ripresa della pesca sotto costa nel Tirreno e nell'Adriatico, sia la disponibilità di prodotto nei mercati sia i prezzi all'ingrosso per alcuni di prodotti, "complice la domanda tipicamente piatta di gennaio". A segnarlo è La Borsa della Spesa, la guida per una spesa conveniente e sostenibile di Borsa merci telematica italiana (Bmti) e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit. Gli analisti di mercato commentano che se "da un lato prodotti come naselli e moscardini subiscono rincari significativi toccando rispettivamente i 18 e i 20 euro/Kg, dall'altro emergono soluzioni decisamente convenienti e poco conosciute nonostante la loro qualità, tra queste, i fragolini di piccola taglia, ideali per zuppe e fritture, vengono scambiati all'ingrosso a prezzi irrisori, tra i 2 e i 3 euro/Kg mentre, per chi cerca un pesce di taglia superiore, le mormore pescate solo la soluzione, a circa 12 euro/kg. Per quanto riguarda il settore ortofrutticolo, al momento nei mercati sono presenti prodotti colti prima dell'arrivo del ciclone, questo permette - sostengono gli analisti - di trovare prodotti stagionali che, per ora, non hanno subito nessun aumento di prezzo, tra questi il cavolo cappuccio e la verza sono disponibili a prezzi molto contenuti, tra i 0,70 e 0,90 euro/Kg, seguiti da cicoria e cime di rapa che non superano 1,40/Kg, all'ingrosso. Tra la frutta, il mercato delle arance rosse appare stagnante ma con un'offerta di ottima qualità. Infine, tra le carni, restano stabili rispetto alla scorsa settimana i prezzi all'ingrosso del petto di pollo, grazie ad un buon equilibrio tra la richiesta e l'offerta disponibile. All'ingrosso i prezzi variano da 7,50 a 7,90 euro/Kg.

E.Magrini--PV

In primo piano

Moody's lima il pil dell'Italia nel 2026 a +0,7%, inflazione accelera

Pesa la guerra in Iran. Nel 2027 la crescita +0,8%

L’Ucraina distrugge le esportazioni russe di petrolio del terrore

La campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe si è trasformata in un colpo diretto a una delle arterie economiche più sensibili di Mosca. Non si tratta di obiettivi simbolici, ma di nodi logistici attraverso cui passa una quota decisiva del greggio russo destinato all’export. La pressione su Primorsk e Ust-Luga, i grandi terminali del Baltico, è particolarmente rilevante perché questi scali concentrano una parte enorme delle spedizioni via mare. Se si aggiungono le conseguenze della perturbazione attorno a Novorossijsk, i problemi nel corridoio Druzhba sul territorio ucraino e la crescente pressione sulle navi collegate alla cosiddetta flotta ombra russa, il quadro supera di gran lunga quello di alcuni incendi spettacolari. A essere colpita è l’intera catena dell’export: stoccaggio, caricamento, instradamento marittimo e, in ultima analisi, flusso di entrate.Le stime più recenti indicano che, a tratti, circa il 40% della capacità russa di esportazione di petrolio è stata compromessa o temporaneamente messa fuori uso. Si tratta di circa 2 milioni di barili al giorno che non hanno raggiunto il mercato come previsto o che hanno dovuto essere reindirizzati con ritardi e costi maggiori. Per il Cremlino il problema è profondo, perché il petrolio non è soltanto una materia prima strategica, ma uno dei pilastri delle entrate federali. Quando un terminale si ferma, le navi attendono, i carichi vengono riprogrammati e aumentano i rischi logistici e assicurativi, il danno economico si allarga anche se una parte dei volumi viene recuperata in seguito. In altre parole, gli attacchi colpiscono esattamente il settore che la Russia ha cercato più di tutti di difendere nonostante sanzioni, tetti di prezzo e rotte alternative.L’elemento più significativo della strategia ucraina è che sembra puntare meno sull’effetto di un unico colpo clamoroso e più sulla perturbazione operativa ripetuta. Ogni attacco contro infrastrutture portuali, sistemi di pompaggio, serbatoi di stoccaggio o catene di carico può creare colli di bottiglia ben oltre il punto d’impatto. Bastano pochi giorni di ritardo per alterare la rotazione delle petroliere, i calendari di esportazione, i pagamenti e la pianificazione della produzione. Il fatto che un singolo impianto possa riprendere relativamente in fretta non cancella la vulnerabilità resa evidente da questa sequenza. Mosca è costretta a ridistribuire i volumi, a testare rotte alternative e ad assorbire più rischio in quasi ogni fase del processo. Questo rappresenta un problema strutturale per un modello di export che dipende fortemente da un numero limitato di hub marittimi.

Iccrea approva piano triennale, finito consolidamento, ora fase crescita

Previsti investimenti in It e Ai e rafforzamento presidio imprese

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 94,48 dollari

Quotazioni salgono del 4,61%

Cambia la dimensione del testo: