Pallade Veneta - Nel piano al 2030 della Bocconi un nuovo edificio e un asilo nido

Nel piano al 2030 della Bocconi un nuovo edificio e un asilo nido


Nel piano al 2030 della Bocconi un nuovo edificio e un asilo nido
Nel piano al 2030 della Bocconi un nuovo edificio e un asilo nido

Spazio all'AI. Sironi, 'ripensare a come preparare le nuove generazioni'

Cambia la dimensione del testo:

La Bocconi vara il piano strategico 2026-2030 per prepararsi a un futuro in cui ricerca scientifica, competenze umane e intelligenza artificiale guidino l'evoluzione della didattica, della produzione di conoscenza e del posizionamento internazionale dell'ateneo. Le tre direzioni del piano, riassunte nei concetti Science led, Human centred e AI ready, si svilupperanno anche col progetto Campus 2030, l'ampliamento delle aree didattiche, una maggiore accessibilità, la realizzazione del nuovo edificio Bocconi 6/8 e la costruzione di un asilo nido da 50-60 posti a disposizione anche della cittadinanza della zona. Inoltre, dopo il 2030, è prevista la ricostruzione dell'edificio di Piazza Sraffa 11. "Le trasformazioni tecnologiche richiedono un ripensamento realistico del modo in cui prepariamo le nuove generazioni - spiega Andrea Sironi, presidente dell'ateneo milanese -. Per noi significa unire tecnologia, competenze umane e metodo scientifico". L'ateneo punta a consolidare le proprie posizioni nei ranking, a rafforzare la mobilità studentesca — circa il 50% degli studenti triennali svolge già un periodo all'estero, mentre gli studenti che arrivano in scambio superano le 2.200 presenze annue — e ad ampliare la rete di doppie lauree fino a 40 partner. Si prevede poi di aumentare le misure di sostegno economico per dare un supporto complessivo a 1 studente su 3 entro il 2030, con un investimento dell'università che supererà gli 80 milioni all'anno. Tra le tante novità entro il 2027 verrà creato un Dipartimento di scienze cognitive, che contribuirà allo sviluppo di ricerca interdisciplinare sul comportamento, sulle decisioni e sull'interazione tra esseri umani, società e tecnologia. Nel piano è contemplato poi un aggiornamento dei corsi core con contenuti AI, con l'obiettivo di allineare tutti i programmi entro il 2029. "La Bocconi è un ecosistema di formazione continua che con Sda Bocconi School of management forma, aggiorna e integra le competenze di giovani e adulti che contribuiranno in modo significativo a guidare il cambiamento", sottolinea il rettore Francesco Billari.

C.Conti--PV

In primo piano

L’Ucraina distrugge le esportazioni russe di petrolio del terrore

La campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe si è trasformata in un colpo diretto a una delle arterie economiche più sensibili di Mosca. Non si tratta di obiettivi simbolici, ma di nodi logistici attraverso cui passa una quota decisiva del greggio russo destinato all’export. La pressione su Primorsk e Ust-Luga, i grandi terminali del Baltico, è particolarmente rilevante perché questi scali concentrano una parte enorme delle spedizioni via mare. Se si aggiungono le conseguenze della perturbazione attorno a Novorossijsk, i problemi nel corridoio Druzhba sul territorio ucraino e la crescente pressione sulle navi collegate alla cosiddetta flotta ombra russa, il quadro supera di gran lunga quello di alcuni incendi spettacolari. A essere colpita è l’intera catena dell’export: stoccaggio, caricamento, instradamento marittimo e, in ultima analisi, flusso di entrate.Le stime più recenti indicano che, a tratti, circa il 40% della capacità russa di esportazione di petrolio è stata compromessa o temporaneamente messa fuori uso. Si tratta di circa 2 milioni di barili al giorno che non hanno raggiunto il mercato come previsto o che hanno dovuto essere reindirizzati con ritardi e costi maggiori. Per il Cremlino il problema è profondo, perché il petrolio non è soltanto una materia prima strategica, ma uno dei pilastri delle entrate federali. Quando un terminale si ferma, le navi attendono, i carichi vengono riprogrammati e aumentano i rischi logistici e assicurativi, il danno economico si allarga anche se una parte dei volumi viene recuperata in seguito. In altre parole, gli attacchi colpiscono esattamente il settore che la Russia ha cercato più di tutti di difendere nonostante sanzioni, tetti di prezzo e rotte alternative.L’elemento più significativo della strategia ucraina è che sembra puntare meno sull’effetto di un unico colpo clamoroso e più sulla perturbazione operativa ripetuta. Ogni attacco contro infrastrutture portuali, sistemi di pompaggio, serbatoi di stoccaggio o catene di carico può creare colli di bottiglia ben oltre il punto d’impatto. Bastano pochi giorni di ritardo per alterare la rotazione delle petroliere, i calendari di esportazione, i pagamenti e la pianificazione della produzione. Il fatto che un singolo impianto possa riprendere relativamente in fretta non cancella la vulnerabilità resa evidente da questa sequenza. Mosca è costretta a ridistribuire i volumi, a testare rotte alternative e ad assorbire più rischio in quasi ogni fase del processo. Questo rappresenta un problema strutturale per un modello di export che dipende fortemente da un numero limitato di hub marittimi.

Iccrea approva piano triennale, finito consolidamento, ora fase crescita

Previsti investimenti in It e Ai e rafforzamento presidio imprese

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 94,48 dollari

Quotazioni salgono del 4,61%

Lagarde, da guerra vero shock, mercati troppo ottimisti

La presidente Bce all'Economist, 'anni per riparare i danni di guerra'

Cambia la dimensione del testo: