Pallade Veneta - Borsa: Asia in rialzo con Seul in luce, l'Europa è attesa positiva

Borsa: Asia in rialzo con Seul in luce, l'Europa è attesa positiva


Borsa: Asia in rialzo con Seul in luce, l'Europa è attesa positiva
Borsa: Asia in rialzo con Seul in luce, l'Europa è attesa positiva

Settimana con lente su conti tech Usa. Future Wall Street contrastati

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Borse di Asia e Pacifico in positivo mentre le valute si sono stabilizzate, dopo un lunedì volatile in cui i mercati hanno riacquistato una certa stabilità in seguito alle speculazioni su un possibile intervento sullo yen. Anche le Borse europee sono attese con il segno più. Sono contrastati, invece, i future su Wall Street. Gli investitori, peraltro, si preparano ad affrontare una settimana intensa per gli utili dei tecnologici statunitensi. Le azioni sudcoreane hanno registrato un forte rialzo (Seul +2,73%), dopo aver invertito le perdite iniziali causate dai timori sui dazi. Tra le altre Piazze Tokyo chiude a +0,85%, Hong Kong, a scambi in corso, sale dell'1,33%. Caute Shanghai (+0,17%) e Shenzhen (-0,10%). Tra i macro, in agenda dagli Usa l'indice manifatturiero Fed Richmond e la fiducia dei consumatori. Prevista poi l'asta Treasury a 5 anni. Per i conti delle aziende in calendario quelli di Lvmh.

B.Cretella--PV

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L’Ucraina distrugge le esportazioni russe di petrolio del terrore

La campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe si è trasformata in un colpo diretto a una delle arterie economiche più sensibili di Mosca. Non si tratta di obiettivi simbolici, ma di nodi logistici attraverso cui passa una quota decisiva del greggio russo destinato all’export. La pressione su Primorsk e Ust-Luga, i grandi terminali del Baltico, è particolarmente rilevante perché questi scali concentrano una parte enorme delle spedizioni via mare. Se si aggiungono le conseguenze della perturbazione attorno a Novorossijsk, i problemi nel corridoio Druzhba sul territorio ucraino e la crescente pressione sulle navi collegate alla cosiddetta flotta ombra russa, il quadro supera di gran lunga quello di alcuni incendi spettacolari. A essere colpita è l’intera catena dell’export: stoccaggio, caricamento, instradamento marittimo e, in ultima analisi, flusso di entrate.Le stime più recenti indicano che, a tratti, circa il 40% della capacità russa di esportazione di petrolio è stata compromessa o temporaneamente messa fuori uso. Si tratta di circa 2 milioni di barili al giorno che non hanno raggiunto il mercato come previsto o che hanno dovuto essere reindirizzati con ritardi e costi maggiori. Per il Cremlino il problema è profondo, perché il petrolio non è soltanto una materia prima strategica, ma uno dei pilastri delle entrate federali. Quando un terminale si ferma, le navi attendono, i carichi vengono riprogrammati e aumentano i rischi logistici e assicurativi, il danno economico si allarga anche se una parte dei volumi viene recuperata in seguito. In altre parole, gli attacchi colpiscono esattamente il settore che la Russia ha cercato più di tutti di difendere nonostante sanzioni, tetti di prezzo e rotte alternative.L’elemento più significativo della strategia ucraina è che sembra puntare meno sull’effetto di un unico colpo clamoroso e più sulla perturbazione operativa ripetuta. Ogni attacco contro infrastrutture portuali, sistemi di pompaggio, serbatoi di stoccaggio o catene di carico può creare colli di bottiglia ben oltre il punto d’impatto. Bastano pochi giorni di ritardo per alterare la rotazione delle petroliere, i calendari di esportazione, i pagamenti e la pianificazione della produzione. Il fatto che un singolo impianto possa riprendere relativamente in fretta non cancella la vulnerabilità resa evidente da questa sequenza. Mosca è costretta a ridistribuire i volumi, a testare rotte alternative e ad assorbire più rischio in quasi ogni fase del processo. Questo rappresenta un problema strutturale per un modello di export che dipende fortemente da un numero limitato di hub marittimi.

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