Pallade Veneta - Wizz Air, in Italia +25% di voli nel 2026, focus sulle rotte con la Spagna

Wizz Air, in Italia +25% di voli nel 2026, focus sulle rotte con la Spagna


Wizz Air, in Italia +25% di voli nel 2026, focus sulle rotte con la Spagna
Wizz Air, in Italia +25% di voli nel 2026, focus sulle rotte con la Spagna

Pérez-Sauquillo, 'connessioni aeree fondamentali per rafforzare flussi turismo'

Cambia la dimensione del testo:

Wizz Air rafforza la propria presenza in Italia, prevedendo oltre 120 milioni di voli pianificati per il 2026, in crescita del 25% rispetto allo scorso anno, accompagnati da un'espansione analoga della capacità. I posti offerti saliranno infatti a oltre 27 milioni, con un incremento del 25% su base annua. WizzAir si conferma terza compagnia aerea nel Paese per quota di mercato all'inizio del 2026, con 21 milioni di passeggeri trasportati lo scorso anno, in aumento dell'8,9% rispetto al 2024 e con 266 rotte verso 33 Paesi. Nel 2026 Wizz Air prevede di sostenere la crescita nazionale con 30 aeromobili basati in Italia. A questa strategia di crescita si affianca il rafforzamento dell'asse Italia-Spagna. Wizz Air e l'Ente spagnolo del turismo hanno infatti presentato a Milano le rotte verso il Paese iberico per il 2026, confermando Malpensa come hub chiave per i flussi tra i due Paesi. Dallo scalo lombardo, dove sono basati otto Airbus A321neo, la compagnia offrirà nella prossima stagione 47 frequenze settimanali verso la Spagna e oltre un milione di posti, in crescita del 36% su base annua. L'offerta prevede collegamenti giornalieri verso Barcellona, Palma di Maiorca, Siviglia e Valencia, oltre a voli potenziati su Madrid e Malaga, e l'avvio del nuovo collegamento per Bilbao, operativo quattro volte a settimana. Nel complesso, il network Italia-Spagna conta 25 rotte dedicate, di cui quattro annunciate nell'ultimo mese, confermandosi come uno dei pilastri strategici dell'operatività del gruppo. Per il 2026 Wizz Air stima di mettere in vendita oltre 3 milioni di posti sui collegamenti tra i due Paesi, con una crescita del 26% rispetto all'anno precedente. "Le connessioni dirette tra l'Italia e la Spagna rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare i flussi turistici e permettere ai viaggiatori di scoprire il Paese in modo più profondo e autentico", ha commentato Blanca Pérez-Sauquillo, direttrice dell'Ente spagnolo del turismo a Milano.

F.Abruzzese--PV

In primo piano

L’Ucraina distrugge le esportazioni russe di petrolio del terrore

La campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe si è trasformata in un colpo diretto a una delle arterie economiche più sensibili di Mosca. Non si tratta di obiettivi simbolici, ma di nodi logistici attraverso cui passa una quota decisiva del greggio russo destinato all’export. La pressione su Primorsk e Ust-Luga, i grandi terminali del Baltico, è particolarmente rilevante perché questi scali concentrano una parte enorme delle spedizioni via mare. Se si aggiungono le conseguenze della perturbazione attorno a Novorossijsk, i problemi nel corridoio Druzhba sul territorio ucraino e la crescente pressione sulle navi collegate alla cosiddetta flotta ombra russa, il quadro supera di gran lunga quello di alcuni incendi spettacolari. A essere colpita è l’intera catena dell’export: stoccaggio, caricamento, instradamento marittimo e, in ultima analisi, flusso di entrate.Le stime più recenti indicano che, a tratti, circa il 40% della capacità russa di esportazione di petrolio è stata compromessa o temporaneamente messa fuori uso. Si tratta di circa 2 milioni di barili al giorno che non hanno raggiunto il mercato come previsto o che hanno dovuto essere reindirizzati con ritardi e costi maggiori. Per il Cremlino il problema è profondo, perché il petrolio non è soltanto una materia prima strategica, ma uno dei pilastri delle entrate federali. Quando un terminale si ferma, le navi attendono, i carichi vengono riprogrammati e aumentano i rischi logistici e assicurativi, il danno economico si allarga anche se una parte dei volumi viene recuperata in seguito. In altre parole, gli attacchi colpiscono esattamente il settore che la Russia ha cercato più di tutti di difendere nonostante sanzioni, tetti di prezzo e rotte alternative.L’elemento più significativo della strategia ucraina è che sembra puntare meno sull’effetto di un unico colpo clamoroso e più sulla perturbazione operativa ripetuta. Ogni attacco contro infrastrutture portuali, sistemi di pompaggio, serbatoi di stoccaggio o catene di carico può creare colli di bottiglia ben oltre il punto d’impatto. Bastano pochi giorni di ritardo per alterare la rotazione delle petroliere, i calendari di esportazione, i pagamenti e la pianificazione della produzione. Il fatto che un singolo impianto possa riprendere relativamente in fretta non cancella la vulnerabilità resa evidente da questa sequenza. Mosca è costretta a ridistribuire i volumi, a testare rotte alternative e ad assorbire più rischio in quasi ogni fase del processo. Questo rappresenta un problema strutturale per un modello di export che dipende fortemente da un numero limitato di hub marittimi.

Iccrea approva piano triennale, finito consolidamento, ora fase crescita

Previsti investimenti in It e Ai e rafforzamento presidio imprese

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 94,48 dollari

Quotazioni salgono del 4,61%

Lagarde, da guerra vero shock, mercati troppo ottimisti

La presidente Bce all'Economist, 'anni per riparare i danni di guerra'

Cambia la dimensione del testo: