Moda, export oltre il 63% del fatturato ma il 2025 resta in calo
Settore a 58,4 miliardi, focus su Mercosur e competitività
Il tessile-abbigliamento italiano conferma il proprio ruolo di pilastro del manifatturiero nazionale e di leader europeo del settore, pur in un contesto segnato dal rallentamento della domanda globale, dalle tensioni geopolitiche e dalla crisi del lusso internazionale. È quanto emerge dal report presentato oggi durante l'Assemblea generale di Confindustria Moda, dal titolo 'Le nuove rotte: trasformarsi per restare leader', che si è svolta a Palazzo Mezzanotte a Milano. Nel 2025 il comparto registra un fatturato di 58,39 miliardi, in calo del 2,4% rispetto al 2024, mentre l'export si attesta a 36,94 miliardi (-1,6%), rappresentando comunque il 63,3% del giro d'affari complessivo. Positivo il saldo commerciale, pari a 10,48 miliardi. Il settore conta inoltre 37.331 imprese e 372.200 addetti, numeri in diminuzione rispetto al 2022 ma che confermano il peso strategico della filiera per l'economia nazionale. "L'aspetto più interessante è che, a livello europeo, si sta lavorando molto per aprire nuove rotte commerciali e guardiamo agli accordi di libero scambio con grande fiducia", ha dichiarato Barbara Cimmino, vicepresidente per l'export e l'attrazione degli investimenti di Confindustria. "Allo stesso tempo, si sta facendo molto per coniugare competitività, innovazione e sostenibilità. Pensiamo ai brand, che rappresentano un driver fondamentale per l'intera filiera del tessile e dell'abbigliamento".
H.Lagomarsino--PV