Pallade Veneta - Anbi, fiumi e laghi in sofferenza, intervenire subito sulla rete idraulica

Anbi, fiumi e laghi in sofferenza, intervenire subito sulla rete idraulica


Anbi, fiumi e laghi in sofferenza, intervenire subito sulla rete idraulica
Anbi, fiumi e laghi in sofferenza, intervenire subito sulla rete idraulica

Portata Po -39%, Adige -55% in un mese

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"Di fronte alla crisi climatica, è indispensabile saper guardare avanti, efficientando la rete idraulica esistente ed attrezzando il territorio con infrastrutture, la cui esigenza è scritta dal divenire degli eventi. Alla politica chiediamo di creare le condizioni per avviare concretamente interventi indispensabili come quelli previsti dal Piano Invasi Multifunzionali ANBI-Coldiretti" . E' quanto chiede Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione Nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi). Al Nord, spiega l'Anbi, da un mese esatto la portata del fiume Po ristagna al di sotto dei valori minimi, utili al contrasto dell'intrusione salina: ora -39% rispetto alla soglia dei 450 metri cubi al secondo. L'Adige, secondo fiume più importante d'Italia, in una settimana ha più che dimezzato (-55% circa) il proprio flusso idrico, favorendo anche qui l'avanzare dell'ingressione salina. Il riempimento del lago Maggiore è sceso al 19,5% con un livello idrometrico abbondantemente inferiore al 2022, anno della grande sete del Nord. Restando sui "grandi laghi", tutti largamente sotto media, è preoccupante anche la condizione di Lario e Sebino, con il livello del primo, che registra circa un metro meno del consueto ed il secondo, che è 86 centimetri sotto media e pieno solo al 17,9%; meno grave è la situazione del bacino del Garda, oggi al 62,9% di riempimento. In Valle d'Aosta, dopo un mese di Giugno siccitoso anche la prima metà di Luglio è risultata particolarmente secca. Anche in Piemonte sono scarsi i flussi fluviali: Tanaro, -83%; Toce, -48%; Stura di Lanzo, -44%. In Lombardia, le riserve idriche sono più scarse del 40%. In Veneto, oltre all'Adige, sono in grave crisi i fiumi Bacchiglione (manca oltre il 60% della portata) e Livenza (-49%). In Emilia-Romagna, i fiumi appenninici sono in sofferenza; particolarmente preoccupante è la condizione del Savio, che registra portate inferiori ai minimi storici. In Toscana, i flussi nel fiume Arno sono il 39% più scarsi della media, mentre quelli dell'Ombrone continuano ad essere inferiori al Deflusso Minimo Vitale. Decrescenti sono anche le altezze idrometriche dei fiumi nelle Marche e principalmente del Tronto. In Umbria, a Polvese, il livello del lago Trasimeno è sceso a -m. 1,82. Nel Lazio, i laghi dei Castelli Romani (Albano e Nemi) vedono i livelli abbassarsi di 3 centimetri. In Campania, sono decrescenti le altezze idrometriche dei fiumi Volturno e Sele. In Basilicata, circa 10 milioni di metri cubi d'acqua fuoriescono settimanalmente dai principali invasi Anche in Puglia, per via del caldo torrido e dell'assenza di pioggia, ogni settimana vanno riducendosi i volumi idrici, stoccati nei serbatoi. In Sicilia, le dighe trattengono ancora oltre 500 milioni di metri cubi d'acqua, vale a dire il 65% in più rispetto al 2025. In Sardegna, infine, i volumi idrici immagazzinati nei bacini si sono ridotti ma sarà un'estate caldissima, ma più serena rispetto agli anni scorsi.

A.Tucciarone--PV