Fegica, 'il price cap deve essere messo dallo Stato, non dai privati'
'Se lo decidono i grandi operatori, le altre aziende vengono danneggiate"
"Il price cap ai carburanti viene adottato da anni in Europa, deciso dallo stato. C'è in Belgio e in Lussemburgo, adesso lo ha annunciato anche il governo tedesco. Ma se viene messo da un operatore privato, che è anche leader del mercato, è inevitabile ci si creino squilibri. Fegica, insieme a Faib-Confesercenti (i due sindacati dei benzinai, n.d.r.), ha presentato in Senato una proposta articolata sul price cap, non su base volontaria, ma su base governativa. Solo così si potrebbero avere misure eque, senza fare danno ad alcune aziende". Lo spiega all'ANSA un rappresentante di Fegica. "Eni, Ip e Q8 (le tre compagnie che hanno adottato il price cap, n.d.r.) insieme hanno poco meno di metà dei punti vendita italiani, 9.000 su 20.000, e poco più di metà della quota di mercato, sul 55% - prosegue Fegica -. Hanno filiere integrate, nel senso che producono anche i carburanti e riforniscono i loro punti vendita e quelli degli altri operatori. Se abbassano i prezzi di loro iniziativa, creano problemi a tutti gli altri, che devono comprare sul mercato. Le pompe bianche fanno fatica a trovare il prodotto, perché i grandi gruppi che fanno gli sconti vendono di più, e lo trovano a prezzi alti, che non consentono di essere competitivi". Per Fegica "nell'emergenza va bene tagliare i prezzi, ma poi bisogna comprendere che strumenti come il price cap dovrebbero essere regolati in modo equo, con parametri certi fissati dalla pubblica amministrazione, non lasciati alle decisioni degli operatori".
B.Cretella--PV