Pallade Veneta - Annalena Benini, al Salone del libro ''non è il tempo delle polemiche'

Annalena Benini, al Salone del libro ''non è il tempo delle polemiche'


Annalena Benini, al Salone del libro ''non è il tempo delle polemiche'
Annalena Benini, al Salone del libro ''non è il tempo delle polemiche'

Al via da giovedì l'appuntamento dedicato ai ragazzi, 'Leggono, eccome. Basta cliché'

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L'atmosfera c'è già. "Quella specie di magica polverina della letteratura", la chiama Annalena Benini. A due giorni dall'inaugurazione del Salone Internazionale del Libro 2026, che giovedì apre i battenti al Lingotto, la direttrice parla di giovani lettori, romance, premi Nobel e piccole case editrici. Con una premessa: "Non è più il tempo delle polemiche. Il ministro Giuli sarà presente giovedì all'inaugurazione e poi parteciperà a un incontro con Massimo Cacciari sulle riviste culturali e di pensiero. All'inaugurazione ci sarà una sorpresa molto bella di cui non posso anticipare nulla". Il tema è 'Il mondo salvato dai ragazzini' ispirato all'opera di Elsa Morante. "Lo abbiamo scelto per mandare proprio un messaggio di speranza. E' un appello universale a cui aggiungiamo la leggerezza, l'allegria, quella cosa fanciullesca che al Salone si respira in termini di stupore, curiosità, capacità di farsi sorprendere dai libri. Volevamo davvero dare la parola ai più giovani", spiega Benini. "Non è vero che i ragazzi non leggono non è affatto vero. Comprano i libri, li leggono, sono disposti a lasciarsi guidare anche nelle scelte, a lasciarsi stupire. Sono curiosi, vanno agli incontri, gironzolano tra gli stand, mettono da parte i soldi per comprare i libri. L'idea che i giovani stiano solo sui social è un cliché ormai esausto, vecchio di 50 anni, e noi volevamo ribaltarlo. Non si può procedere per stereotipi". Sullo sfondo restano le discussioni degli ultimi anni: code, sovraffollamento, il rischio di un Salone troppo spettacolare. Il Salone, sottolinea la direttrice, "resta un luogo di qualità", con ospiti come il Nobel ungherese László Krasznahorkai, Boualem Sansal, Zadie Smith, Peter Cameron, Irvine Welsh. "Abbiamo lavorato tantissimo sulla fruizione", assicura. E sull'equilibrio tra evento popolare e festival letterario risponde senza esitazioni: "Non credo che corriamo il rischio di perdere la nostra anima". Poi torna sull'immagine che vorrebbe lasciare ai visitatori: "Per cinque giorni al Salone un altro mondo è possibile".

R.Zaccone--PV