Un avatar tridimensionale per comprendere l'osteosarcoma pediatrico
Il progetto di ricerca dell'Università di Bologna con l'Airc
Un "avatar" tridimensionale per studiare e combattere l'osteosarcoma pediatrico, il tumore maligno delle ossa più frequente nelle bambine, nei bambini e negli adolescenti, malattia aggressiva e ancora difficile da curare. Uno dei principali ostacoli è la mancanza di sistemi di studio sperimentali con cui riprodurre fedelmente la complessa interazione tra le cellule tumorali e il loro microambiente. Un limite che un progetto del dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna punta a superare, attraverso la creazione dell'avatar del tumore. Allo studio parteciperà l'assegnista di ricerca Francesca Rossi, grazie a una borsa di studio post-doc di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro. "Il progetto ci permetterà di ricreare il tumore in laboratorio in una forma molto più realistica rispetto al passato, osservando come si sviluppa e come risponde ai farmaci in un ambiente simile a ciò che succede nell'organismo - dice la dottoressa Rossi - È un passo importante per comprendere meglio la malattia e individuare nuove strategie terapeutiche a beneficio dei giovani pazienti". L'osteosarcoma sarà impiantato all'interno di un uovo fecondato. L'obiettivo finale è lo sviluppo di un sistema sperimentale predittivo, utile a comprendere meglio i meccanismi e a valutare nuovi farmaci e nuove strategie terapeutiche, selezionando le più promettenti ad aprire la strada a futuri approcci di medicina di precisione.
M.Jacobucci--PV