Tumore colon-retto, con chirurgia robotica meno stress post-intervento
Studio italiano, si riduce il rischio di complicanze e si accelera il recupero
Per i pazienti con tumore del colon-retto la chirurgia robotica riduce lo stress post-intervento chirurgico abbassando il rischio di complicanze e accelerando il recupero. È quanto emerge da uno studio coordinato dall'Università degli Studi di Napoli Federico II pubblicato sulla rivista Scientific Reports. "L'intervento chirurgico, per quanto necessario, rappresenta un trauma per l'organismo, che risponde attivando una cascata di segnali infiammatori, le cosiddette citochine", spiega il primo firmatario dello studio Marco Milone, professore associato di chirurgia generale dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e vicepresidente dell'Italian Club of Robotic Surgery. Lo studio (denominato Essimic) ha coinvolto 314 pazienti in 7 centri italiani: oltre all'Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno partecipato l'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, l'Università degli Studi di Perugia (Ospedale San Giovanni Battista), l'Università degli Studi di Torino (Ospedale San Luigi, Orbassano), l'Istituto Nazionale Tumori Irccs "Fondazione G. Pascale" di Napoli, l'Università Politecnica delle Marche - Ancona e l'Ospedale Cardarelli di Napoli. I ricercatori hanno confrontato i risultati dell'intervento in laparoscopia tradizionale con quelli ottenuti con la chirurgia robotica, scoprendo che i pazienti operati con il robot hanno una drastica riduzione dei marcatori di stress chirurgico nelle 24 ore successive all'operazione: in particolare nella laparoscopia l'aumento percentuale dell'interleuchina-6 è stato del 730%, mentre nel gruppo robotico si è fermato al 478%; per quanto riguarda il Tnf-α, l'incremento è stato del 47,58% della laparoscopia contro 15,57% con il robot. "Lo studio multicentrico italiano Essimic dimostra che la tecnologia robotica riduce drasticamente l'infiammazione rispetto alla laparoscopia, garantendo un recupero più rapido e una maggiore precisione nei casi complessi", afferma Milone, che sottolinea come la tecnica offra vantaggi soprattutto in due tipologie di malati: "nei pazienti obesi la tecnologia robotica permette di superare le difficoltà tecniche legate al tessuto adiposo, riducendo drasticamente la risposta infiammatoria. Inoltre, nei casi in cui gli spazi anatomici sono stretti e complessi come il bacino, la visione 3D e la destrezza degli strumenti robotici offrono una delicatezza d'azione superiore alla laparoscopia standard", conclude Milone.
F.M.Ferrentino--PV