Dalle Regioni oltre 200 iniziative per promuovere le cure del sollievo
16 anni fa la legge. Schillaci: "Rendere accessibili le terapie su tutto il territorio"
Sono oltre 200 i progetti promossi dalle Regioni e Province autonome su tutto il territorio nazionale per puntare l'attenzione sulle cure palliative e la terapia del dolore in vista della 25/ma Giornata nazionale del Sollievo, che si terrà il 31 maggio. Al centro dell'edizione 2026 il messaggio "Io mi prendo cura". Le iniziative sono state presentate oggi, in un momento di confronto tra istituzioni, mondo sanitario e realtà associative, che ha messo in evidenza il ruolo delle reti di cure palliative e la necessità di rafforzare l'integrazione tra ospedale, territorio e servizi socio-assistenziali. "La Giornata del Sollievo - ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga - ci ricorda che la qualità di un sistema sanitario si misura anche dalla capacità di accompagnare la persona nei momenti di maggiore fragilità. Il lavoro che le Regioni stanno portando avanti sui territori dimostra che il sollievo dal dolore fisico e morale non è un tema marginale, ma una componente essenziale del diritto alla cura". A partire dall'istituzione della Legge 38 del 2010, sono stati compiuti tanti passi avanti per potenziare le reti di cure palliative e terapia del dolore. "La sfida - ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci - è quella di garantire sempre di più l'accesso alle cure palliative alle persone che ne hanno bisogno, superando le disuguaglianze territoriali. È un traguardo che possiamo raggiungere grazie anche all'incremento previsto, nell'ultima legge di bilancio, delle risorse del Fondo per le cure palliative, destinate a rafforzare l'assistenza sanitaria anche a livello domiciliare e a favorire l'assunzione del personale". "Incrementare l'accesso pieno e omogeneo alle cure palliative, a sedici anni dall'emanazione della Legge 38, è indifferibile, non è più tollerabile la disuguaglianza territoriale", conclude Vincenzo Morgante, presidente della Fondazione nazionale Ghirotti.
L.Guglielmino--PV