Non solo malattie croniche, cattiva alimentazione danneggia anche salute riproduttiva
Cibi ultraprocesati alterano il microbiota, allarme anche per gli energy drink
I pericoli per la salute legati alla cattiva alimentazione non si limitano alle malattie croniche, ma anche alla capacità riproduttiva. Un consumo elevato di alimenti ultraformulati, infatti è associato a una riduzione della qualità del liquido seminale nei giovani uomini, con effetti negativi sulla concentrazione e sulla motilità degli spermatozoi. Inoltre, il consumo abituale di junk food è correlato a una crescita embrionale più lenta e a un minore volume del sacco vitellino nel primo trimestre di gravidanza. È quanto emerge da diversi studi rilanciati da Coldiretti in occasione dell'iniziativa Campagna amica per la salute, realizzata in collaborazione con Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che porta i mercati contadini in oltre 70 ospedali in contemporanea. Il trait d'union che lega l'impatto dell'alimentazione sulla salute è il microbiota intestinale. Secondo un'analisi della Fondazione Aletheia, i circa 38 trilioni di microrganismi che popolano l'intestino contribuiscono infatti alla regolazione del sistema immunitario, del metabolismo, dell'infiammazione e perfino della comunicazione tra intestino e cervello. Quando questo ecosistema viene alterato, si sviluppa una condizione di disbiosi che favorisce un'infiammazione cronica di basso grado, riconosciuta come uno dei principali meccanismi biologici che precedono l'insorgenza delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2, di numerose forme tumorali e delle patologie neurodegenerative. Il consumo abituale di alimenti ultraformulati — ricchi di additivi, emulsionanti, conservanti e dolcificanti artificiali — altera profondamente il microbiota. Una meta-analisi pubblicata sul BMJ nel 2024, condotta su quasi 10 milioni di partecipanti, ha associato l'elevato consumo di ultraprocessati a un aumento del 50% della mortalità cardiovascolare e del 40% del rischio di diabete di tipo 2, con effetti indipendenti dalla composizione nutrizionale: sono in particolare gli additivi in sé a fare danno, non solo le calorie o i macronutrienti. Tra i prodotti che destano maggiore preoccupazione scientifica figurano gli energy drink, che a causa dell'elevato contenuto di caffeina, zuccheri e taurina possono favorire dipendenza, alterazioni del sonno, tachicardia e aumento della pressione arteriosa.
L.Barone--PV