Caldo, aziende sanitarie in prima linea con migliaia di interventi +RPT+
Quintavalle (Fiaso), 'Centrali Case della comunità e servizi territoriali'
+RPT nel sottotitolo Quintavalle+ Migliaia di interventi ogni giorno per rispondere alle richieste dei cittadini mentre il Paese è nel pieno della terza ondata di calore dell'estate. E' l'impegno delle Aziende sanitarie e ospedaliere, che coinvolge ospedali, distretti e Case della comunità e punta sulla prevenzione, sull'informazione e sulla tutela delle persone più vulnerabili. Particolare attenzione è rivolta agli anziani, soprattutto se soli, ai bambini, ai pazienti cronici, alle persone con disabilità e a chi vive in condizioni di fragilità sociale. La collaborazione tra ospedali, servizi territoriali, medici di medicina generale, Comuni e sistema sociale consente di intercettare tempestivamente i bisogni, offrire risposte appropriate e indirizzare i cittadini verso il servizio più adatto. Nelle aree a maggiore afflusso turistico, sulla base delle caratteristiche e delle esigenze locali, le Aziende stanno inoltre attivando o rafforzando iniziative organizzative per affrontare eventuali criticità e garantire la continuità dell'assistenza. La prevenzione e il dialogo con i cittadini restano decisivi: riconoscere i rischi, adottare comportamenti corretti e sapere a chi rivolgersi permette di tutelare la salute delle persone e sostenere la tenuta dei servizi. La circolare e il decalogo "Proteggiamoci dal caldo 2026" del ministero della Salute restano un utile punto di riferimento per operatori e cittadini, insieme ai bollettini sulle ondate di calore e al numero di pubblica utilità 1500. "Il sistema sanitario è al lavoro e i cittadini non sono soli - sottolinea il presidente della Fiaso, la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere, Giuseppe Quintavalle -. Le Case della comunità e i servizi territoriali sono punti di riferimento sempre più vicini e riconoscibili, capaci di orientare le persone, intercettare precocemente le situazioni di rischio e contribuire a evitare accessi non necessari ai pronto soccorso. La priorità è proteggere le persone più fragili e intervenire prima che una difficoltà si trasformi in un'emergenza sanitaria".
A.Tucciarone--PV