Pallade Veneta - Dengue, l'Italia detiene il record di contagi nell'Europa continentale

Dengue, l'Italia detiene il record di contagi nell'Europa continentale


Dengue, l'Italia detiene il record di contagi nell'Europa continentale
Dengue, l'Italia detiene il record di contagi nell'Europa continentale

L'allarme su Lancet di Ippolito (Unicamillus), 'rafforzare prevenzione e sorveglianza'

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La Dengue, malattia infettiva trasmessa all'uomo dalle punture di zanzare infette del genere Aedes, come la zanzara tigre, non è più solo una malattia tropicale: l'Italia detiene, infatti, il record nell'Europa continentale di casi contratti sul territorio - 213 nel 2024 - con un grande focolaio a Fano e casi in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana e Abruzzo. A favorire la trasmissione locale del virus, l'espansione della zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai stabilmente presente anche in Italia e in gran parte dell'Europa meridionale e centrale, insieme all'aumento delle temperature e alla crescente mobilità internazionale. Alla luce di questo scenario, Giuseppe Ippolito, docente di malattie infettive presso l'Università UniCamillus e per più di 20 anni direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, insieme ad Alimuddin Zumla della University College London, firma un articolo di commento sulla rivista The Lancet Regional Health - Europe, in cui vengono indicate le principali vulnerabilità del sistema europeo. Tra queste, la frammentazione dei dati, con i sistemi sanitari che faticano a incrociare in tempo reale i dati meteo-climatici con la presenza delle zanzare sul territorio; i ritardi diagnostici per cui spesso la dengue non viene riconosciuta subito dai medici di famiglia perché ancora considerata una malattia rara o esotica; la carenza nel monitoraggio dei vettori. Gli autori sottolineano inoltre che il solo controllo dei focolai già attivi non basta più: servono sistemi di previsione che uniscano dati climatici, epidemiologici ed entomologici per anticipare il rischio epidemico prima dell'estate. Questa necessità è ancora più evidente per la presenza contemporanea di altri arbovirus in Italia, come il West Nile. "Dengue e West Nile sono segnali importanti degli effetti dei cambiamenti climatici sulle malattie infettive - spiega Ippolito -. Investire nella prevenzione oggi aiuta a rendere più pronti i sistemi sanitari europei di fronte alle sfide future".

O.Merendino--PV