Pallade Veneta - Ozempic e il controllo dei desideri: tra ascetismo moderno e ansia economica

Ozempic e il controllo dei desideri: tra ascetismo moderno e ansia economica


Ozempic e il controllo dei desideri: tra ascetismo moderno e ansia economica
Ozempic e il controllo dei desideri: tra ascetismo moderno e ansia economica

L'uso diffuso di farmaci come Ozempic sta ridefinendo il rapporto tra disciplina personale e benessere, offrendo un controllo senza precedenti sugli istinti biologici. Tuttavia, questa nuova forma di ascetismo tecnologico solleva questioni etiche sulla disuguaglianza sociale e sull'impatto delle pressioni economiche sulle relazioni giovanili.

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L'accesso a farmaci come Ozempic sta trasformando la disciplina personale in una questione di efficienza tecnologica, sollevando interrogativi complessi sul rapporto tra corpo, desiderio e società contemporanea. Inizialmente sviluppato per il diabete di tipo 2, l'Ozempic è sempre più utilizzato per la perdita di peso, agendo non solo sullo stomaco ma anche sui circuiti neurali del cervello che regolano la ricerca di ricompense.

Gli utenti descrivono spesso un'esperienza di "silenzio interiore", termine inglese che indica la scomparsa del costante flusso di pensieri su cibo e orari dei pasti. Oltre alla fame fisica, molti riportano una riduzione dell'appetito per l'alcol e uno smorzamento generale dei desideri immediati. Questa capacità di modulare gli istinti richiama le tradizioni ascetiche del passato, dove monaci e mistici praticavano la rinuncia per raggiungere stati spirituali superiori.

Con il protestantesimo, in particolare nel calvinismo e nel puritanesimo, questa disciplina si è diffusa nella società laica, diventando un segno di elezione divina. Nell'Ottocento, il predicatore Sylvester Graham sosteneva che una dieta rigorosa potesse reprimere i desideri sessuali, promuovendo l'uso di farine integrali che diedero origine ai biscotti Graham. Oggi, l'ascetismo ha assunto una nuova forma: quella dell'ottimizzazione.

Non si tratta più solo di virtù morale o religiosa, ma di efficienza personale. I giovani monitorano sonno, passi, calorie e battito cardiaco, praticando il "digiuno da dopamina" per disintossicarsi dal piacere. In questo contesto, l'Ozempic rappresenta la tecnologia perfetta per ottenere in poche settimane ciò che gli asceti raggiungevano con anni di volontà.

Tuttavia, questa disciplina è diventata un privilegio di classe. In Italia, i farmaci per l'obesità non sono rimborsati dal sistema sanitario e costano tra i 3.000 e i 7.000 euro all'anno. Chi interrompe la terapia tende a riacquistare rapidamente il peso perso, trasformando la disciplina in un abbonamento perpetuo accessibile solo a chi può permetterselo.

La pressione verso la magrezza come standard di bellezza è particolarmente forte tra le giovani donne. Nelle università americane d'élite, dove le confraternite femminili esercitano una forte influenza sociale, la magrezza è spesso un criterio implicito o esplicito per l'ammissione. Alcune studentesse raccontano di gare di dimagrimento e di condivisione di farmaci preparati in farmacia, indicando come il controllo del corpo sia diventato un biglietto d'ingresso alla vita sociale universitaria.

Questa dinamica non è nuova: storicamente, la fame delle donne è stata guardata con sospetto e il loro desiderio criminalizzato. Per essere "socialmente digeribili", le donne hanno sempre dovuto controllare i propri appetiti. L'Ozempic offre uno strumento nuovo ed efficace per soddisfare questa richiesta sociale.

Parallelamente al controllo della fame, si osserva un calo del desiderio sessuale tra i giovani. Secondo una ricerca del Kinsey Institute, questo fenomeno non è dovuto a una mancanza di istinto, ma a fattori economici e sociali. Il 37% dei ragazzi intervistati ha dichiarato che lo stress economico ha peggiorato la propria vita sessuale.

La mancanza di denaro, di condizioni abitative stabili e di tempo ed energia riduce le opportunità di incontro. In questo scenario, desiderare meno diventa un meccanismo di difesa per soffrire meno, presentato dalla cultura dell'ottimizzazione come una scelta virtuosa.

Il desiderio, per esistere, ha bisogno di incertezza, rischio e tempi morti. Cresce nell'incontro imprevisto con l'altro e nella capacità di vaneggiare. L'efficienza radicale che promette il controllo totale degli appetiti elimina proprio questi elementi. Se domani fame e desiderio saranno pienamente sotto controllo, potremmo essere più magri, riposati e produttivi, ma resterà da capire per quale scopo vivremo.

La disciplina, trasformata in tecnologia accessibile solo ai ricchi, rischia di diventare una gabbia che isola l'individuo dal mondo reale delle relazioni e degli impulsi.

R.Zaccone--PV