Pallade Veneta - Nelle eruzioni si nasconde la meccanica quantistica

Nelle eruzioni si nasconde la meccanica quantistica


Nelle eruzioni si nasconde la meccanica quantistica
Nelle eruzioni si nasconde la meccanica quantistica

Ai Lincei la 'Meccanica quantistica e le Scienze della Terra'

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E' nei più piccoli dettagli che possono nascondersi le chiavi di eventi enormi come eruzioni o terremoti: la meccanica quantistica, la scienza che studia il mondo delle particelle elementari, si dimostra sempre più importante nell'aiutare la geologia o lo studio dei materiali. E' il tema al centro della due giorni di convegno 'Meccanica quantistica applicata alle Scienze della Terra' in svolgimento a Roma all'Accademia Nazionale dei Lincei. "E' ora che anche in Italia si rinnovino le scienze della Terra accogliendo gli strumenti e le conoscenze arrivate dalla meccanica quantistica", ha detto all'ANSA il geochimico Giulio Armando Ottonello, socio dei Lincei. "E' come continuare a fare un ritratto in grigio quando si hanno a disposizione degli splendidi colori". Fenomeni come le eruzioni vulcaniche, così come anche la formazione dei cristalli e delle rocce, possono apparire lontanissimi dalla meccanica quantistica, la scienza che ha permesso la comprensione dei fenomeni che coinvolgono le entità più piccole della natura, eppure sono strettamente collegati. Ma alla base di tutto, c'è il comportamento della materia su scale quantistiche. "Non è possibile trascurare questo elemento - ha detto Ottonello - e invece nelle scienze della Terra siamo ancora fermi all'uso della meccanica classica. Non è così invece in altri settori, come quello che studia le reazioni chimiche che avvengono all'interno di una cellula, la biochimica, che già da tempo ha integrato principi della meccanica quantistica". Proprio per sollecitare a questa apertura ai Lincei si svolge una due giorni di convegno con la presentazione di importanti lavori nel settore delle scienze della Terra integrati con quello della meccanica quantistica. "Sono ancora troppo diffuse metodologie antiquate", ha concluso Ottonello. "Dovremmo ricordarci poi - ha aggiunto - che proprio molti italiani hanno dato grandi contributi alla meccanica quantistica ma poi non l'abbiamo saputa integrare a sufficienza nelle altre discipline".

A.dCosmo--PV

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Dacia Striker: Bella e robusta?

Con il nuovo Striker, Dacia entra in una fascia di mercato in cui le station wagon familiari europee sono diventate più costose, più pesanti e spesso anche meno riconoscibili. Questo crossover wagon lungo 4,62 metri dovrebbe partire sotto i 25.000 euro ed è stato annunciato nelle varianti ibrida, ibrida 4x4 e GPL. La strategia è chiara: proporre un’alternativa concreta e accessibile rispetto a modelli del segmento C sensibilmente più cari. La presentazione completa è attesa per giugno 2026, mentre l’arrivo commerciale è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 a seconda dei mercati.Le immagini diffuse finora mostrano bene l’ambizione della marca. Lo Striker non vuole essere solo una vettura pratica con grande capacità di carico, ma un’auto con presenza. La linea allungata e aerodinamica, la maggiore altezza da terra e la silhouette quasi da shooting brake gli danno carattere senza risultare artificiosi. Il frontale molto verticale, la nuova firma luminosa e l’elemento nero che collega i gruppi ottici posteriori dimostrano che Dacia, in questa categoria, non vuole più farsi notare soltanto per il prezzo. Lo Striker appare più deciso, più moderno e meglio disegnato rispetto a molti modelli del passato del marchio.Proprio per questo emerge la domanda decisiva: riuscirà a sostenere sul piano della qualità ciò che promette nel design? Per ora serve prudenza. Il modello è stato mostrato soltanto in anteprima. Le informazioni complete su abitacolo, dotazioni e dati tecnici definitivi devono ancora arrivare. Nel marzo 2026 sarebbe quindi prematuro esprimere un giudizio davvero solido su materiali, ergonomia, isolamento acustico e qualità nel lungo periodo.

Skoda Peaq: Nuovo SUV elettrico a 7 posti

Škoda presenterà il Peaq nell’estate 2026 come il suo veicolo elettrico più grande. Il nome richiama il “picco” e indica la posizione di vertice della gamma. Derivato dal concept Vision 7S, il Peaq adotta il linguaggio di design Modern Solid con superfici pulite, fari a forma di C e un frontale Tech‑Deck. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano un abitacolo pensato per famiglie moderne e professionisti, con sette posti e ampi spazi. La piattaforma MEB del gruppo Volkswagen consente un pianale piatto e un passo lungo, garantendo molto spazio per passeggeri e bagagli. Škoda evidenzia le soluzioni “Simply Clever” come sedili modulari, vani portaoggetti e materiali riciclati.I dati tecnici non sono ancora definitivi, ma si prevede una batteria di circa 89 kWh che offra un’autonomia WLTP vicina a 600 km e una ricarica rapida fino a 200 kW. Probabili anche versioni con due motori e trazione integrale, più potenti dell’attuale Enyaq. I sette posti dovrebbero ripiegarsi per creare un ampio vano di carico. Posizionato al di sopra di Kodiaq ed Enyaq, il Peaq diventerà l’ammiraglia di Škoda pur mantenendo un prezzo inferiore ai modelli premium come Kia EV9 e Hyundai Ioniq 9.

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