Pallade Veneta - Scoperte cellule staminali nella retina, aprono a nuove terapie

Scoperte cellule staminali nella retina, aprono a nuove terapie


Scoperte cellule staminali nella retina, aprono a nuove terapie
Scoperte cellule staminali nella retina, aprono a nuove terapie

Per malattie degenerative e danni che compromettono la vista

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Nella retina sono state scoperte cellule staminali con notevoli capacità di rigenerare le parti perdute a causa di malattie degenerative o lesioni che compromettono la vista: finora sconosciute e da molto tempo cercate, aprono a nuove terapie rigenerative per disturbi come la degenerazione maculare, che colpisce la parte centrale della retina provocando la perdita progressiva della vista, o la retinite pigmentosa, una malattia ereditaria che ha gli stessi effetti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine, si deve al gruppo guidato dall'Università Medica di Wenzhou, in Cina, che ha condotto esperimenti su topi e organoidi, cioè versioni semplificate della retina umana ottenute in laboratorio. La retina è la struttura dell'occhio che ne riveste quasi tutta la parte interna e che è adibita alla captazione della luce: contiene infatti i fotorecettori, cellule sensibili agli stimoli luminosi che li convertono in segnali elettrici da inviare al cervello. Molti disturbi dell'occhio comportano la rottura della retina, e i danni a questa struttura sono una delle principali cause di cecità nel mondo. I trattamenti disponibili attualmente possono solo rallentare la degenerazione e la morte delle cellule: l'unica soluzione sarebbe rigenerarle, ma finora non si conoscevano fonti adatte di cellule staminali che potessero servire a questo scopo. Analizzando retine fetali umane e organoidi ottenuti in laboratorio, i ricercatori coordinati da Jia Qu e Jianzhong Su hanno identificato un piccolo gruppo di cellule nella zona periferica della retina che hanno le caratteristiche giuste e che si comportano come staminali: riescono, cioè, a produrre nuove cellule che sostituiscano quelle perdute. Trapiantate in topi affetti da retinite pigmentosa, queste cellule si sono integrate nella retina degli animali, migliorando la loro capacità di vedere.

O.Merendino--PV

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Dacia Striker: Bella e robusta?

Con il nuovo Striker, Dacia entra in una fascia di mercato in cui le station wagon familiari europee sono diventate più costose, più pesanti e spesso anche meno riconoscibili. Questo crossover wagon lungo 4,62 metri dovrebbe partire sotto i 25.000 euro ed è stato annunciato nelle varianti ibrida, ibrida 4x4 e GPL. La strategia è chiara: proporre un’alternativa concreta e accessibile rispetto a modelli del segmento C sensibilmente più cari. La presentazione completa è attesa per giugno 2026, mentre l’arrivo commerciale è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 a seconda dei mercati.Le immagini diffuse finora mostrano bene l’ambizione della marca. Lo Striker non vuole essere solo una vettura pratica con grande capacità di carico, ma un’auto con presenza. La linea allungata e aerodinamica, la maggiore altezza da terra e la silhouette quasi da shooting brake gli danno carattere senza risultare artificiosi. Il frontale molto verticale, la nuova firma luminosa e l’elemento nero che collega i gruppi ottici posteriori dimostrano che Dacia, in questa categoria, non vuole più farsi notare soltanto per il prezzo. Lo Striker appare più deciso, più moderno e meglio disegnato rispetto a molti modelli del passato del marchio.Proprio per questo emerge la domanda decisiva: riuscirà a sostenere sul piano della qualità ciò che promette nel design? Per ora serve prudenza. Il modello è stato mostrato soltanto in anteprima. Le informazioni complete su abitacolo, dotazioni e dati tecnici definitivi devono ancora arrivare. Nel marzo 2026 sarebbe quindi prematuro esprimere un giudizio davvero solido su materiali, ergonomia, isolamento acustico e qualità nel lungo periodo.

Skoda Peaq: Nuovo SUV elettrico a 7 posti

Škoda presenterà il Peaq nell’estate 2026 come il suo veicolo elettrico più grande. Il nome richiama il “picco” e indica la posizione di vertice della gamma. Derivato dal concept Vision 7S, il Peaq adotta il linguaggio di design Modern Solid con superfici pulite, fari a forma di C e un frontale Tech‑Deck. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano un abitacolo pensato per famiglie moderne e professionisti, con sette posti e ampi spazi. La piattaforma MEB del gruppo Volkswagen consente un pianale piatto e un passo lungo, garantendo molto spazio per passeggeri e bagagli. Škoda evidenzia le soluzioni “Simply Clever” come sedili modulari, vani portaoggetti e materiali riciclati.I dati tecnici non sono ancora definitivi, ma si prevede una batteria di circa 89 kWh che offra un’autonomia WLTP vicina a 600 km e una ricarica rapida fino a 200 kW. Probabili anche versioni con due motori e trazione integrale, più potenti dell’attuale Enyaq. I sette posti dovrebbero ripiegarsi per creare un ampio vano di carico. Posizionato al di sopra di Kodiaq ed Enyaq, il Peaq diventerà l’ammiraglia di Škoda pur mantenendo un prezzo inferiore ai modelli premium come Kia EV9 e Hyundai Ioniq 9.

Sparati via da impatti, così batteri possono viaggiare tra pianeti

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Fregatura alla pompa

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