Pallade Veneta - La chance di mangiare di più ha fatto unire le prime cellule

La chance di mangiare di più ha fatto unire le prime cellule


La chance di mangiare di più ha fatto unire le prime cellule
La chance di mangiare di più ha fatto unire le prime cellule

Potrebbe essere la forza che ha portato a organismi complessi

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Ad aver fatto unire le prime cellule tra loro, circa 2,5 miliardi di anni fa, potrebbe essere stata la possibilità di mangiare di più: lo suggeriscono degli organismi acquatici formati da una sola cellula gigante a forma di tromba chiamati Stentor, che mostrano quale potrebbe essere stata la fase che ha preceduto la nascita di organismi complessi costituiti da più cellule. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Physics e guidato dal Laboratorio statunitense di biologia marina (Mbl), cerca di fare luce su come e perché si sia evoluta la vita multicellulare, un enigma che impegna da tempo i biologi. "Abbiamo fatto un passo indietro nell'evoluzione, a quando gli organismi erano indipendenti: perché si sono riuniti in una colonia prima ancora di unirsi in maniera permanente?", chiede John Costello, coordinatore dello studio insieme a Eva Kanso dell'Università della California Meridionale. "Gran parte del lavoro sull'origine della vita multicellulare si concentra sulla chimica - aggiunge Shashank Shekhar dell'Mbl, co-autore della ricerca - noi volevamo indagare il ruolo delle forze fisiche nel processo". Stentor vive in stagni e laghi, dove attacca un'estremità a foglie e ramoscelli mentre con l'altra, quella a forma di tromba, crea vortici d'acqua per aspirare il cibo. In laboratorio, i ricercatori hanno notato che questi organismi tendono ad attaccarsi tutti nello stesso punto, formando una colonia: le cellule non sono unite l'una all'altra, ma si toccano. Come hanno scoperto gli autori dello studio, il motivo di questo comportamento è che due Stentor vicini, muovendosi all'unisono, possono raddoppiare la potenza dei vortici d'acqua creati, permettendogli così di risucchiare più prede.

L.Barone--PV

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Dacia Striker: Bella e robusta?

Con il nuovo Striker, Dacia entra in una fascia di mercato in cui le station wagon familiari europee sono diventate più costose, più pesanti e spesso anche meno riconoscibili. Questo crossover wagon lungo 4,62 metri dovrebbe partire sotto i 25.000 euro ed è stato annunciato nelle varianti ibrida, ibrida 4x4 e GPL. La strategia è chiara: proporre un’alternativa concreta e accessibile rispetto a modelli del segmento C sensibilmente più cari. La presentazione completa è attesa per giugno 2026, mentre l’arrivo commerciale è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 a seconda dei mercati.Le immagini diffuse finora mostrano bene l’ambizione della marca. Lo Striker non vuole essere solo una vettura pratica con grande capacità di carico, ma un’auto con presenza. La linea allungata e aerodinamica, la maggiore altezza da terra e la silhouette quasi da shooting brake gli danno carattere senza risultare artificiosi. Il frontale molto verticale, la nuova firma luminosa e l’elemento nero che collega i gruppi ottici posteriori dimostrano che Dacia, in questa categoria, non vuole più farsi notare soltanto per il prezzo. Lo Striker appare più deciso, più moderno e meglio disegnato rispetto a molti modelli del passato del marchio.Proprio per questo emerge la domanda decisiva: riuscirà a sostenere sul piano della qualità ciò che promette nel design? Per ora serve prudenza. Il modello è stato mostrato soltanto in anteprima. Le informazioni complete su abitacolo, dotazioni e dati tecnici definitivi devono ancora arrivare. Nel marzo 2026 sarebbe quindi prematuro esprimere un giudizio davvero solido su materiali, ergonomia, isolamento acustico e qualità nel lungo periodo.

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Škoda presenterà il Peaq nell’estate 2026 come il suo veicolo elettrico più grande. Il nome richiama il “picco” e indica la posizione di vertice della gamma. Derivato dal concept Vision 7S, il Peaq adotta il linguaggio di design Modern Solid con superfici pulite, fari a forma di C e un frontale Tech‑Deck. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano un abitacolo pensato per famiglie moderne e professionisti, con sette posti e ampi spazi. La piattaforma MEB del gruppo Volkswagen consente un pianale piatto e un passo lungo, garantendo molto spazio per passeggeri e bagagli. Škoda evidenzia le soluzioni “Simply Clever” come sedili modulari, vani portaoggetti e materiali riciclati.I dati tecnici non sono ancora definitivi, ma si prevede una batteria di circa 89 kWh che offra un’autonomia WLTP vicina a 600 km e una ricarica rapida fino a 200 kW. Probabili anche versioni con due motori e trazione integrale, più potenti dell’attuale Enyaq. I sette posti dovrebbero ripiegarsi per creare un ampio vano di carico. Posizionato al di sopra di Kodiaq ed Enyaq, il Peaq diventerà l’ammiraglia di Škoda pur mantenendo un prezzo inferiore ai modelli premium come Kia EV9 e Hyundai Ioniq 9.

Sparati via da impatti, così batteri possono viaggiare tra pianeti

Sollevano domande sull'origine della vita e sulle misure adottate dalle missioni spaziali

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