Pallade Veneta - Alla Sapienza un nuovo laboratorio per l'Einsten Telescope

Alla Sapienza un nuovo laboratorio per l'Einsten Telescope


Alla Sapienza un nuovo laboratorio per l'Einsten Telescope
Alla Sapienza un nuovo laboratorio per l'Einsten Telescope

Svilupperà le tecnologie per raffreddarne gli specchi

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Inaugurato alla Sapienza Università di Roma il nuovo laboratorio di fisica sperimentale Arc-Etcryo, dedicato allo sviluppo di tecnologie innovative per il futuro osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope (ET): si occuperà infatti delle tecnologie criogeniche indispensabili a raffreddare gli specchi del rivelatore, in modo da aumentarne la sensibilità. La realizzazione del laboratorio rientra nel progetto Etic, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito della Missione 4 del Pnrr, di cui l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è capofila. Etic è finalizzato a sostenere la candidatura italiana a ospitare l'Einstein Telescope in Sardegna, nell'area dell'ex miniera di Sos Enattos nel Nuorese. "Il nuovo laboratorio Arc-Etcryo nasce dalla storica e forte collaborazione tra Infn e il dipartimento di fisica della Sapienza e rappresenta uno degli investimenti italiani principali per la realizzazione delle nuove tecnologie per Einstein Telescope", spiega Antonio Zoccoli, presidente dell'Infn. "Il laboratorio sarà dedicato allo sviluppo di tecnologie criogeniche per gli specchi del futuro rivelatore, che rappresenta una delle sfide più complesse e ambiziose per raggiungere la sensibilità richiesta dall'esperimento. Arc-Etcryo fa parte di una rete di laboratori in tutto il territorio nazionale, finanziati con fondi Pnrr del Mur, per la realizzazione di tecnologie innovative per ET, che ci permetteranno di giocare un ruolo da protagonisti nella costruzione del futuro strumento, rinforzare il ruolo italiano in ET e promuovere future collaborazioni sinergiche con i partner europei". "Il nuovo laboratorio - sottolinea il responsabile Ettore Majorana, professore della Sapienza e ricercatore associato all'Infn - ospiterà un criostato dedicato allo sviluppo di sospensioni a bassa dissipazione meccanica che permettano il raffreddamento degli specchi di Einstein Telescope. Sfruttando al massimo la logistica a disposizione, potremo caratterizzare un sistema di dimensioni vicine (pari al 75%) a quelle previste per ET. L'impiego di soluzioni tecnologiche criogeniche permetterà a ET di essere estremamente sensibile nelle basse frequenze, un intervallo di energie di grande interesse per le osservazioni astrofisiche e cosmologiche".

F.M.Ferrentino--PV

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Audi Q9: quanto sarà realistica?

Questo bisogno parte dai fatti. Audi ha confermato il Q9, ma per ora non esistono né un prezzo finale ufficiale né un’autonomia WLTP pubblicata. Nemmeno la gamma definitiva delle motorizzazioni è stata ancora resa nota in modo completo. Perciò alla domanda centrale oggi si può rispondere solo in modo provvisorio: il Q9 non è giustificato di per sé; saranno il suo prezzo finale e la sua utilità reale a dover dimostrare il proprio valore.Il tema dell’autonomia è particolarmente delicato. Se Audi lancerà il Q9 come grande SUV elettrificato o come ibrido plug-in, nel 2026 non basterà un dato semplicemente discreto. In questa fascia il cliente non vuole soltanto una scheda tecnica decorosa e un abitacolo pieno di schermi. Vuole vera usabilità quotidiana, comfort nei lunghi viaggi, una logica credibile tra ricarica e propulsione e la sensazione di non pagare a caro prezzo una tecnologia di transizione.La questione del prezzo è ancora più severa. Nel mondo dei SUV di lusso, una cifra a sei zeri non scandalizza più da sola. Quello che irrita sempre di più, invece, è la sensazione di pacchetti obbligati, optional che fanno impennare il conto e interni la cui qualità percepita non sempre è all’altezza della fattura. Ed è proprio qui che oggi Audi porta con sé un certo peso. Il marchio conserva design, presenza, buona dinamica e ambizione tecnologica. Ma quella sicurezza con cui un’Audi veniva automaticamente associata a una qualità interna superiore non è più solida come un tempo.

Dacia Striker: Bella e robusta?

Con il nuovo Striker, Dacia entra in una fascia di mercato in cui le station wagon familiari europee sono diventate più costose, più pesanti e spesso anche meno riconoscibili. Questo crossover wagon lungo 4,62 metri dovrebbe partire sotto i 25.000 euro ed è stato annunciato nelle varianti ibrida, ibrida 4x4 e GPL. La strategia è chiara: proporre un’alternativa concreta e accessibile rispetto a modelli del segmento C sensibilmente più cari. La presentazione completa è attesa per giugno 2026, mentre l’arrivo commerciale è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 a seconda dei mercati.Le immagini diffuse finora mostrano bene l’ambizione della marca. Lo Striker non vuole essere solo una vettura pratica con grande capacità di carico, ma un’auto con presenza. La linea allungata e aerodinamica, la maggiore altezza da terra e la silhouette quasi da shooting brake gli danno carattere senza risultare artificiosi. Il frontale molto verticale, la nuova firma luminosa e l’elemento nero che collega i gruppi ottici posteriori dimostrano che Dacia, in questa categoria, non vuole più farsi notare soltanto per il prezzo. Lo Striker appare più deciso, più moderno e meglio disegnato rispetto a molti modelli del passato del marchio.Proprio per questo emerge la domanda decisiva: riuscirà a sostenere sul piano della qualità ciò che promette nel design? Per ora serve prudenza. Il modello è stato mostrato soltanto in anteprima. Le informazioni complete su abitacolo, dotazioni e dati tecnici definitivi devono ancora arrivare. Nel marzo 2026 sarebbe quindi prematuro esprimere un giudizio davvero solido su materiali, ergonomia, isolamento acustico e qualità nel lungo periodo.

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Sparati via da impatti, così batteri possono viaggiare tra pianeti

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