Pallade Veneta - Il Sole supera il minimo di uno dei cicli più grandi,80-100 anni

Il Sole supera il minimo di uno dei cicli più grandi,80-100 anni


Il Sole supera il minimo di uno dei cicli più grandi,80-100 anni
Il Sole supera il minimo di uno dei cicli più grandi,80-100 anni

Esperto: "non possiamo prevedere se la sua attività aumenterà"

Cambia la dimensione del testo:

Il Sole ha appena superato il minimo di uno dei suoi cicli più grandi, chiamato ciclo di Gleissberg, che dura 80-100 anni circa, e potrebbe dunque avviarsi verso 50 anni di attività più intensa: è quanto sostiene lo studio pubblicato sulla rivista Space Weather da un gruppo di ricercatori guidato dall'Università del Colorado a Boulder. L'attività solare è però estremamente imprevedibile: "È azzardato dire che nei prossimi 50 anni l'attività solare aumenterà, lo sapremo probabilmente solo a posteriori - dice Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all'Università di Trieste - Ci sono troppe variabili in gioco non si può modellizzare l'attività del Sole in maniera così precisa". È ben noto il ciclo di circa 11 anni che caratterizza la nostra stella: quello attuale, il 25/mo da quando è partita la registrazione delle macchie solari nel 1755, è iniziato nel 2019 e ha raggiunto ufficialmente il picco alla fine dello scorso anno. Ma l'attività solare è molto più complessa: il ciclo undecennale si intreccia con altri cicli molto più lunghi, come appunto quello di Gleissberg. "Ci sono vari cicli che sono stati identificati ma che sono difficili da quantificare - afferma Messerotti - Quello di Gleissberg è uno di quelli di cui si conosce meglio l'evoluzione, dovrebbe avere una durata di 80-100 anni ma su questo non c'è accordo totale". I ricercatori guidati da Kalvyn Adams hanno analizzato i dati raccolti da alcuni satelliti dell'agenzia statunitense Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) in orbita nelle cosiddette fasce di Van Allen: una zona a forma di ciambella all'interno della magnetosfera terrestre in cui si accumulano particelle cariche che in genere derivano dal vento solare, trattenute proprio dal campo magnetico. Sembra, infatti, che un maggior flusso di particelle in questa zona sia collegato ad una minore attività solare, e viceversa. I risultati mostrano che, a partire dal 2022, si registra un'inversione di tendenza con una netta diminuzione nel flusso di particelle e ciò segnerebbe, secondo gli autori dello studio, il superamento del minimo nel ciclo di Gleissberg.

R.Zarlengo--PV

In primo piano

Audi Q9: quanto sarà realistica?

Questo bisogno parte dai fatti. Audi ha confermato il Q9, ma per ora non esistono né un prezzo finale ufficiale né un’autonomia WLTP pubblicata. Nemmeno la gamma definitiva delle motorizzazioni è stata ancora resa nota in modo completo. Perciò alla domanda centrale oggi si può rispondere solo in modo provvisorio: il Q9 non è giustificato di per sé; saranno il suo prezzo finale e la sua utilità reale a dover dimostrare il proprio valore.Il tema dell’autonomia è particolarmente delicato. Se Audi lancerà il Q9 come grande SUV elettrificato o come ibrido plug-in, nel 2026 non basterà un dato semplicemente discreto. In questa fascia il cliente non vuole soltanto una scheda tecnica decorosa e un abitacolo pieno di schermi. Vuole vera usabilità quotidiana, comfort nei lunghi viaggi, una logica credibile tra ricarica e propulsione e la sensazione di non pagare a caro prezzo una tecnologia di transizione.La questione del prezzo è ancora più severa. Nel mondo dei SUV di lusso, una cifra a sei zeri non scandalizza più da sola. Quello che irrita sempre di più, invece, è la sensazione di pacchetti obbligati, optional che fanno impennare il conto e interni la cui qualità percepita non sempre è all’altezza della fattura. Ed è proprio qui che oggi Audi porta con sé un certo peso. Il marchio conserva design, presenza, buona dinamica e ambizione tecnologica. Ma quella sicurezza con cui un’Audi veniva automaticamente associata a una qualità interna superiore non è più solida come un tempo.

Dacia Striker: Bella e robusta?

Con il nuovo Striker, Dacia entra in una fascia di mercato in cui le station wagon familiari europee sono diventate più costose, più pesanti e spesso anche meno riconoscibili. Questo crossover wagon lungo 4,62 metri dovrebbe partire sotto i 25.000 euro ed è stato annunciato nelle varianti ibrida, ibrida 4x4 e GPL. La strategia è chiara: proporre un’alternativa concreta e accessibile rispetto a modelli del segmento C sensibilmente più cari. La presentazione completa è attesa per giugno 2026, mentre l’arrivo commerciale è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 a seconda dei mercati.Le immagini diffuse finora mostrano bene l’ambizione della marca. Lo Striker non vuole essere solo una vettura pratica con grande capacità di carico, ma un’auto con presenza. La linea allungata e aerodinamica, la maggiore altezza da terra e la silhouette quasi da shooting brake gli danno carattere senza risultare artificiosi. Il frontale molto verticale, la nuova firma luminosa e l’elemento nero che collega i gruppi ottici posteriori dimostrano che Dacia, in questa categoria, non vuole più farsi notare soltanto per il prezzo. Lo Striker appare più deciso, più moderno e meglio disegnato rispetto a molti modelli del passato del marchio.Proprio per questo emerge la domanda decisiva: riuscirà a sostenere sul piano della qualità ciò che promette nel design? Per ora serve prudenza. Il modello è stato mostrato soltanto in anteprima. Le informazioni complete su abitacolo, dotazioni e dati tecnici definitivi devono ancora arrivare. Nel marzo 2026 sarebbe quindi prematuro esprimere un giudizio davvero solido su materiali, ergonomia, isolamento acustico e qualità nel lungo periodo.

Skoda Peaq: Nuovo SUV elettrico a 7 posti

Škoda presenterà il Peaq nell’estate 2026 come il suo veicolo elettrico più grande. Il nome richiama il “picco” e indica la posizione di vertice della gamma. Derivato dal concept Vision 7S, il Peaq adotta il linguaggio di design Modern Solid con superfici pulite, fari a forma di C e un frontale Tech‑Deck. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano un abitacolo pensato per famiglie moderne e professionisti, con sette posti e ampi spazi. La piattaforma MEB del gruppo Volkswagen consente un pianale piatto e un passo lungo, garantendo molto spazio per passeggeri e bagagli. Škoda evidenzia le soluzioni “Simply Clever” come sedili modulari, vani portaoggetti e materiali riciclati.I dati tecnici non sono ancora definitivi, ma si prevede una batteria di circa 89 kWh che offra un’autonomia WLTP vicina a 600 km e una ricarica rapida fino a 200 kW. Probabili anche versioni con due motori e trazione integrale, più potenti dell’attuale Enyaq. I sette posti dovrebbero ripiegarsi per creare un ampio vano di carico. Posizionato al di sopra di Kodiaq ed Enyaq, il Peaq diventerà l’ammiraglia di Škoda pur mantenendo un prezzo inferiore ai modelli premium come Kia EV9 e Hyundai Ioniq 9.

Sparati via da impatti, così batteri possono viaggiare tra pianeti

Sollevano domande sull'origine della vita e sulle misure adottate dalle missioni spaziali

Cambia la dimensione del testo: