Pallade Veneta - Scoperto un pianeta con la coda da cometa, si sta disintegrando

Scoperto un pianeta con la coda da cometa, si sta disintegrando


Scoperto un pianeta con la coda da cometa, si sta disintegrando
Scoperto un pianeta con la coda da cometa, si sta disintegrando

Perde l'equivalente dell'Everest ogni 30 ore

Cambia la dimensione del testo:

A 140 anni luce dalla Terra c'è un piccolo pianeta con una coda da cometa, che si sta disintegrando a gran velocità: ogni 30,5 ore, quanto impiega a compiere un'orbita intorno alla sua stella, perde una quantità di massa equivalente al Monte Everest e di questo passo svanirà completamente nel giro di 1 o 2 milioni di anni. È stato scoperto grazie al telescopio spaziale Tess della Nasa da un gruppo di astronomi guidato dal Massachusetts Institute of Technology, che ha pubblicato i risultati su The Astrophysical Journal Letters. Dei quasi 6mila pianeti scoperti finora al di fuori del Sistema Solare, solo altri 3 mostrano una simile coda, ma quello appena individuato li supera tutti per lunghezza: la scia di detriti che lascia dietro di sé si estende fino a 9 milioni di chilometri, e ciò implica che il suo processo di evaporazione è il più catastrofico tra quelli noti. Il pianeta, noto con la sigla BD+05 4868 Ab, ha una massa inferiore a quella di Mercurio e orbita circa 20 volte più vicino alla sua stella: a questa distanza così ravvicinata, è probabilmente coperto di magma che raggiunge i 1.600 gradi. È questo magma, dunque, che il pianeta sta man mano disperdendo nello spazio, dove si raffredda e forma la lunga coda. Il fenomeno è una conseguenza della sua massa estremamente ridotta: poca massa vuol dire una gravità debole che fa fatica a tenere insieme il pianeta, e più massa perde più la gravità si indebolisce ulteriormente in un circolo vizioso senza fine. Essendo relativamente vicino alla Terra, il sistema planetario è anche un candidato ideale per il telescopio spaziale James Webb, di Nasa, Agenzia Spaziale Europea e Canadese: per la prossima estate sono già in programma osservazioni con questo strumento, che aiuterà a capire di quali elementi è composta la coda e dunque, indirettamente, il pianeta.

O.Merendino--PV

In primo piano

Skoda Peaq: Nuovo SUV elettrico a 7 posti

Škoda presenterà il Peaq nell’estate 2026 come il suo veicolo elettrico più grande. Il nome richiama il “picco” e indica la posizione di vertice della gamma. Derivato dal concept Vision 7S, il Peaq adotta il linguaggio di design Modern Solid con superfici pulite, fari a forma di C e un frontale Tech‑Deck. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano un abitacolo pensato per famiglie moderne e professionisti, con sette posti e ampi spazi. La piattaforma MEB del gruppo Volkswagen consente un pianale piatto e un passo lungo, garantendo molto spazio per passeggeri e bagagli. Škoda evidenzia le soluzioni “Simply Clever” come sedili modulari, vani portaoggetti e materiali riciclati.I dati tecnici non sono ancora definitivi, ma si prevede una batteria di circa 89 kWh che offra un’autonomia WLTP vicina a 600 km e una ricarica rapida fino a 200 kW. Probabili anche versioni con due motori e trazione integrale, più potenti dell’attuale Enyaq. I sette posti dovrebbero ripiegarsi per creare un ampio vano di carico. Posizionato al di sopra di Kodiaq ed Enyaq, il Peaq diventerà l’ammiraglia di Škoda pur mantenendo un prezzo inferiore ai modelli premium come Kia EV9 e Hyundai Ioniq 9.

Sparati via da impatti, così batteri possono viaggiare tra pianeti

Sollevano domande sull'origine della vita e sulle misure adottate dalle missioni spaziali

Fregatura alla pompa

I prezzi dei carburanti in Germania sono diventati una questione politica. Dallo scoppio della guerra in Iran e dalla chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, le quotazioni del petrolio sono aumentate. Il prezzo del greggio è salito di circa il 20 % a 84 dollari al barile e il prezzo all’ingrosso del diesel a Rotterdam è aumentato di 26 centesimi al litro, quasi il 50 %. A metà marzo 2026 gli automobilisti tedeschi pagavano in media 2,156 euro per litro di gasolio e 2,037 euro per il Super E10.I gestori delle stazioni di servizio sottolineano di non fissare loro stessi i prezzi. Il portavoce della loro associazione accusa le compagnie petrolifere di vendere a caro prezzo carburante acquistato a basso costo, definendo questa pratica «capitalismo predatorio». I gestori non traggono alcun beneficio da questi margini, ma subiscono la rabbia dei clienti. Anche le vendite nei negozi delle stazioni calano perché gli automobilisti arrabbiati non comprano più nulla.Il governo di Friedrich Merz ha risposto con un pacchetto di misure: le stazioni potranno aumentare i prezzi solo una volta al giorno, a mezzogiorno; le riduzioni potranno avvenire in qualsiasi momento; una parte delle riserve statali di petrolio sarà rilasciata; e l’autorità antitrust avrà maggiori poteri. La presidente del SoVD, Michaela Engelmeier, giudica queste misure insufficienti: senza un tetto ai prezzi, i consumatori restano in balia delle aziende e occorrono aiuti mirati per le famiglie a basso e medio reddito. Gli esponenti del SPD chiedono un tetto per evitare che i cittadini vengano «spennati», mentre la ministra dell’Economia, Katherina Reiche, esclude un sussidio statale sul carburante.

Investire su IA e quantum per arrivare alle prime centrali per la fusione

Studio del Doe indica le sfide tecnologiche per centrali pilota nel 2040

Cambia la dimensione del testo: