Pallade Veneta - Piogge estreme sempre più comuni in Italia, raddoppiate in 35 anni

Piogge estreme sempre più comuni in Italia, raddoppiate in 35 anni


Piogge estreme sempre più comuni in Italia, raddoppiate in 35 anni
Piogge estreme sempre più comuni in Italia, raddoppiate in 35 anni

In estate più frequenti al Nord, in autunno su Liguria, Ionio e Sardegna

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Stanno diventando sempre più frequenti le piogge estreme, che riversano grandi quantità di acqua nell'arco di pochi minuti e in aree di pochi chilometri, tanto che in alcune zone d'Italia sono raddoppiate rispetto a 35 anni fa. È quanto emerge dallo studio internazionale pubblicato sulla rivista Natural Hazards and Earth System Sciences e guidato dall'Italia con l'Università di Milano. Vi hanno contribuito l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna e la società milanese Ricerca sul Sistema Energetico (Rse). I dati analizzati dai ricercatori guidati da Francesco Cavalleri indicano che i temporali estremi si concentrano in particolare in estate e autunno. Nella stagione estiva, l'incremento è particolarmente evidente nelle aree prealpine tra Piemonte e Valle d'Aosta, in Lombardia e in Alto Adige. Qui, il numero medio di eventi estremi è passato da circa 10 all'anno negli anni '90 a oltre 20. In autunno, invece, l'aumento si concentra in alcune aree costiere della Liguria, del Mar Ionio e della Sardegna, dove i 2-3 episodi annui tipici del passato sono ora diventati più di 10. "I risultati di questa ricerca contribuiscono alla comprensione degli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni estreme in Italia - afferma Cavalleri - e forniscono informazioni utili per le politiche di protezione civile, per la resilienza delle infrastrutture esistenti e la pianificazione di quelle future". Il lavoro sottolinea anche l'utilità di nuove tipologie di analisi: gli autori dello studio hanno infatti esaminato il periodo 1986-2022 utilizzando dati atmosferici ad alta risoluzione, un procedimento chiamato 'rianalisi'. "Un utilizzo più diffuso di questi strumenti è di grande importanza - aggiunge Maurizio Maugeri, che ha coordinato la ricerca - perché permette di migliorare notevolmente la valutazione dei rischi legati a frane, alluvioni e altri fenomeni idrogeologici estremi".

Y.Destro--PV