Pallade Veneta - Prova della Mercedes GLC elettrica

Prova della Mercedes GLC elettrica


Prova della Mercedes GLC elettrica
Prova della Mercedes GLC elettrica

Il nuovo Mercedes‑GLC completamente elettrico arriverà nel 2026 su una piattaforma dedicata. La prima versione GLC 400 4MATIC ha due motori e una batteria da 94 kWh, con un’autonomia WLTP fino a 406 miglia (≈ 653 km). Le consegne in Europa sono previste per la metà del 2026 e i prezzi consigliati vanno da 60 350 a 73 350 sterline (circa 70 000–86 000 Euro).

Caratteristiche principali:
Trazione integrale a due motori con potenza complessiva di 482–489 CV.
Batteria da 94 kWh e autonomia fino a 406 miglia; alcune fonti parlano di 443 miglia.
Ricarica rapida a 330 kW (10–80 % in 22 minuti); ricarica AC 11 kW con opzione 22 kW.
Accelerazione 0–100 km/h in 4,3 s e velocità massima 210 km/h.

Abitacolo con MBUX Hyperscreen da 39 pollici, sistema frenante monoblocco con recupero energetico, sospensioni AIRMATIC e sterzo posteriore, materiali vegani e bagagliaio da 570 l più 138 l nel vano anteriore.

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Analisi dell’autonomia:
Il valore di 406 miglia deriva dal ciclo WLTP; nell’uso reale ci si attendono 350–400 miglia. Modelli concorrenti come BMW iX3 offrono autonomie simili o superiori.

Prezzo:
Con un prezzo di partenza intorno a 70.000 Euro, il GLC elettrico si colloca nel segmento premium. Alcuni commentatori ritengono che il prezzo elevato sia dovuto a grandi schermi e numerosi sistemi di assistenza, mentre manca una guida autonoma avanzata.

Opinione pubblica:
Molti apprezzano la notevole autonomia, la potenza e il lusso dell’abitacolo. Altri si chiedono se schermi così grandi siano utili, criticano il design del frontale e la mancanza di un sistema di guida autonoma.

Conclusione:
Il nuovo GLC completamente elettrico offre specifiche impressionanti e tanto lusso, ma il prezzo elevato e l’efficienza reale dovranno essere verificati. È una scelta interessante per chi cerca un SUV premium elettrico e spazioso, benché alcuni chiedano maggiore efficienza e facilità d’uso.

In primo piano

Fregatura alla pompa

I prezzi dei carburanti in Germania sono diventati una questione politica. Dallo scoppio della guerra in Iran e dalla chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, le quotazioni del petrolio sono aumentate. Il prezzo del greggio è salito di circa il 20 % a 84 dollari al barile e il prezzo all’ingrosso del diesel a Rotterdam è aumentato di 26 centesimi al litro, quasi il 50 %. A metà marzo 2026 gli automobilisti tedeschi pagavano in media 2,156 euro per litro di gasolio e 2,037 euro per il Super E10.I gestori delle stazioni di servizio sottolineano di non fissare loro stessi i prezzi. Il portavoce della loro associazione accusa le compagnie petrolifere di vendere a caro prezzo carburante acquistato a basso costo, definendo questa pratica «capitalismo predatorio». I gestori non traggono alcun beneficio da questi margini, ma subiscono la rabbia dei clienti. Anche le vendite nei negozi delle stazioni calano perché gli automobilisti arrabbiati non comprano più nulla.Il governo di Friedrich Merz ha risposto con un pacchetto di misure: le stazioni potranno aumentare i prezzi solo una volta al giorno, a mezzogiorno; le riduzioni potranno avvenire in qualsiasi momento; una parte delle riserve statali di petrolio sarà rilasciata; e l’autorità antitrust avrà maggiori poteri. La presidente del SoVD, Michaela Engelmeier, giudica queste misure insufficienti: senza un tetto ai prezzi, i consumatori restano in balia delle aziende e occorrono aiuti mirati per le famiglie a basso e medio reddito. Gli esponenti del SPD chiedono un tetto per evitare che i cittadini vengano «spennati», mentre la ministra dell’Economia, Katherina Reiche, esclude un sussidio statale sul carburante.

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