Pallade Veneta - Esperti, 'serve un'agenzia europea per l'Ia'

Esperti, 'serve un'agenzia europea per l'Ia'


Esperti, 'serve un'agenzia europea per l'Ia'
Esperti, 'serve un'agenzia europea per l'Ia'

Se ne parla a presentazione 'La cura e l'algoritmo' con Lenzi (Cnr), Ricciardi e Bonafoni

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L'Europa ha fatto molto in materia di regolazione dell'Ia, più del resto del mondo ma serve una agenzia europea per avere una governance condivisa ed uno sviluppo dei sistemi nel rispetto della privacy: se ne è parlato alla presentazione del libro 'L'algoritmo e la cura', di Alessio D'Amato, ex assessore alla sanità del Lazio e oggi consigliere regionale, presenti il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Andrea Lenzi, Marta Bonafoni coordinatrice nazionale della segreteria del Pd e consigliere regionale e Walter Ricciardi docente di Igiene e Medicina preventiva dell'Università Cattolica di Roma. "Il personale medico, in crisi di vocazione, affaticato - ha rilevato quest'ultimo - può avere grande giovamento dall'Ia che può fornire del tempo utile per l' assistenza ai pazienti. Siamo davanti ad un mondo in tempesta, dove assistiamo a tante crisi che si svolgono contemporaneamente: possiamo pensare ad un mondo inabitabile in cui solo i ricchi vengono curati o dove lo sono tutti? Serve una vera politica". "Questo è un libro prezioso, piccolo in apparenza ma in realtà molto denso che ci interroga sulla tempesta in corso. L'innovazione non è neutra, bisogna decidere se piega verso la moltiplicazione delle disuguaglianze o per il bene comune parola riportata spesso dall'autore nel volume", ha rilevato Bonafoni. Per Lenzi "una delle parole chiave nella sanità è la prevenzione: avere migliori e più potenti strumenti di prevenzione, l'Ia nella prevenzione è un potente alleato. L'Ia viene paragonata al dono del fuoco da parte di Prometeo: con il fuoco ci si può scottare e così pure è impotante saper usarla Ia in modo corretto, solo così ci porta ad avere tutti i vantaggi, altrimenti il rischio è di mettere in mano questo strumento alle persone sbagliate". Per l'autore "l'mportate è l'interdisciplinarietà: il Covid ci ha insegnato che le sfide quando sono enormi devono essere affrontate in modo unitario. Sempre avendo presente, e questo è l'altro tema, il bene comune".

M.Jacobucci--PV

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