Pallade Veneta - Tommaso Paradiso, non sono un'artista da tv ma felice per Sanremo

Tommaso Paradiso, non sono un'artista da tv ma felice per Sanremo


Tommaso Paradiso, non sono un'artista da tv ma felice per Sanremo
Tommaso Paradiso, non sono un'artista da tv ma felice per Sanremo

'All'Eurovision non andrei. Non lo conosco e non mi interessa'

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(dall'inviata Cinzia Conti) Ieri la sua canzone I Romantici dedicata a tutte le persone che ama e in gara al 76/o festival di Sanremo è stata accolta con calore nelle prove generali davanti alla stampa e ai discografici, un bel segnale a poche ore alla sua esibizione nella prima serata. "Devo dire che ieri per me - racconta - è come se fosse stata una prima, quando sono sceso da quelle scale. Non dico che non me l'aspettavo, però è stato un applauso come se fosse quasi un pubblico, vero, cioè non da addetti ai lavori". Per quanto riguarda le cover spiega: "Sono con gli Stadio, devo dire che le prove sono state incredibili, magari mi porto sfiga da solo, ma lo penso. Poi ragazzi può succedere di tutto, la musica è live per questo, improvvisazione, prove, poi può cambiare, però le prove sono state stupende". I Romantici parlano anche di paternità ed è inevitabile la domanda su come è stato il suo essere figlio e poi diventare padre e su come pensa che questo ruolo sia cambiato in questi anni: "Come figlio è stata meraviglioso perché mamma mi ha veramente curato tutto nella mia vita, è stata molto severa ma mi ha anche dato tanto amore. Come padre, non so, me lo dirà spero mia figlia quando comincerà a parlare". Nel testo del brano parla anche del papà: "Io non farò come ha fatto mio padre gelido". E ne spiega il perché: "È un papà che non ho avuto, un papà che ha scelto di stare lontano da me quando sono nato". L'artista romano parla anche della genesi del brano che è contenuta in "Casa Paradiso Sanremo Edition", la nuova versione del disco "Casa Paradiso" pubblicato lo scorso novembre che esce il 27 febbraio: "La canzone è nata come se avessi scritto una lettera, anzi ho scritto una lettera insieme a Davide Petrella e Davide Simonetta che mi hanno aiutato alla composizione del brano, poi l'abbiamo messa in musica, dire di getto di getto è poco, è proprio una cosa che mi è uscita dal cuore". Fuori dal coro la sua posizione sull'Eurovision: "Io credo di non andarci". Ma la motivazione non è un boicottaggio legato alla presenza di Israele: "Non mi interessa proprio. Non lo so, non l'ho mai visto. Già che sono a Sanremo è tanto per me. Cioè è un onore stare qui attenzione, non vorrei essere frainteso ma io sono proprio nato non dalla televisione. Sono nato dai live, dal 2009 con Thegiornalisti, avevo anche prima una band che si chiamava Cosmo Radio. Io suonavo da quando avevo 18 anni in tutte le bettole d'Italia. Poi sono arrivato al grande pubblico dalla gavetta vera e non ho mai fatto televisione, anche quando vado da Fazio, per dire io già mi agito perché la televisione io non la so fare, non l'ho mai fatta, quindi parto da lì. Quindi l'Eurovision mi sembra proprio troppo per me, nel senso che faccio i tour, vado dai palazzetti e la gente viene a sentire i miei concerti". Quindi perché il Sanremo e perché adesso? "Ho avuto questa reticenza sempre di dire che la televisione non è per me, sono uno che ai concerti si spoglia, sudo come un pazzo. E quindi chissà come starò in televisione, io sono uno che piace proprio per il live dei concerti dove mi posso esprimere. Facciamo due ore di scaletta e si inizia in un modo, poi entri in contatto con il pubblico, è un'onda che parte piano piano e poi cresce, esplode nel finale. Invece qui fai tre minuti e trenta e dovresti già fare la fine del concerto, quindi è tutta una cosa molto strana per me". E subito dopo la parentesi sanremese Paradiso si prepara a fare ritorno dal vivo con il tour nei Palasport con partenza il 15 aprile da Gorizia e finale il 30 a Napoli.

Z.Ottaviano--PV