Pallade Veneta - Nuova stella del violino, Randall Goosby debutta a Roma

Nuova stella del violino, Randall Goosby debutta a Roma


Nuova stella del violino, Randall Goosby debutta a Roma
Nuova stella del violino, Randall Goosby debutta a Roma

Unica data italiana il 23 aprile al Teatro Argentina per la Filarmonica Romana

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Randall Goosby, nuova stella internazionale del violino, debutta a Roma il 23 aprile al Teatro Argentina, ospite dell'Accademia Filarmonica Romana, nell'unica data italiana della sua tournée. Il ventinovenne musicista americano, allievo di Itzhak Perlman, è apprezzato per le sue interpretazioni, con una attenzione per compositori poco noti, soprattutto musicisti afroamericani, alla scoperta delle origini della propria cultura. Attento al valore sociale e inclusivo della musica, ha promosso progetti di organizzazioni no-profit che lo hanno portato nelle scuole, negli ospedali e in strutture non abituate all'ascolto della musica. "Per me la musica è sempre stata un modo per ispirare gli altri. Fa parte della mia ricerca personale", dice il giovane talento, che ha studiato anche con Catherine Cho perfezionandosi alla Juilliard School di New York ed ha collezionato debutti con orchestre prestigiose. Per il suo debutto romano, Goosby si affianca a Zhu Wang, pianista con cui ha avviato da anni una collaborazione artistica (con lui il primo album per la Decca, Roots, che celebra la musica afroamericana, dagli spirituals alla musica contemporanea, includendo prime registrazioni e nuove commissioni). Il giovane musicista suona il prezioso Stradivari di Antonio Cremona, "ex-Strauss" del 1708. La scelta dei brani è caduta sui Quattro pezzi romantici op. 75 di Dvořák, due Sonate per violino e pianoforte di Beethoven e Debussy, la Romance op. 23 di Amy Beach passata alla storia fra il XIX e il XX secolo per essere stata la prima donna americana cui viene pubblicata una Sinfonia, la compositrice più celebre dell'epoca, e Southland sketches di Harry T. Burleigh (1866-1949), primo compositore nero che contribuì allo sviluppo della musica tipicamente americana come gli spirituals, inserendola nel repertorio più classico.

L.Barone--PV