Patti Smith al Circo Massimo, l'emozione e l'impegno
Una scaletta di pezzi storici per il tour degli 80 anni, pubblico in delirio
(di Elisabetta Stefanelli) Patti Smith sarà pure prossima agli 80 anni (li compie il 30 dicembre), ma sul palco è la stessa ragazza di sempre con le treccine e i lunghi capelli che ora sono grigi, ed incanta allo stesso modo con la voce che trasmette ad un pubblico rapito l'energia e la rabbia, la dolcezza e la meraviglia. Con il look che non cambia - il blazer over, la t-shirt, jeans larghi e stivaletti - affronta il caldo di cui si lamenta più volte dal grande palco del Circo Massimo, affascinata da quella Roma che la accoglie ancora una volta in un abbraccio altrettanto caloroso. Lei trascina, senza un momento di stanchezza e fino all'epilogo vertiginoso, il pubblico della stagione estiva del Teatro dell'Opera, un pubblico però ieri sera composto in maggioranza da giovani. Sul grande palco che pochi giorni fa ospitava l'Aida con la sua spettacolare messinscena firmata da Davide Livermore, lei è sola con i componenti del piccolo gruppo, niente scenografia, niente effetti speciali per raccontare una storia che parla da sola. Si parte con Dancing, storico brano d'amore per un concerto che affonda nella storia e nei sentimenti. Con lei sul palco i due figli che cita spesso: Jackson Smith, chitarrista ufficiale del tour che è sempre in scena, e Jesse Paris Smith, che si alterna alle tastiere con lo storico Tony Shanahan e che Patti, in una piccola pausa, tiene teneramente per mano. Con Jesse Paris, del resto, il legame è speciale, la ragazza qui biancovestita, è un'attivista, e co-fondatrice del progetto culturale e ambientale Pathway to Paris. Poi la musica corre via in uno scenario di straordinaria bellezza a cui Patti Smith non è insensibile ed è chiara la sua emozione di essere tornata ancora una volta a Roma con il concerto però speciale che segna il suo traguardo degli 80 anni. Con Peacebole Kingdome, offre un applauditissimo e intenso omaggio alla Palestina: brano scritto 23 anni fa spiega, preceduto dalle parole importanti dell'artista che "in un mondo segnato dalle divisioni", ha chiesto "unità". Poi l'intensità di sempre per Because the Night, che, ha spiegato, è nata per amore del marito, il chitarrista Fred 'Sonic' Smith padre dei suoi due figli. Sul filo del ricordo e dei sentimenti anche Break It Up, canzone scritta nel 1975 dopo aver sognato Jim Morrison che era morto nel 1971, che da statua di marmo, quasi fosse una statua di Michelangelo a cui era incatenato in una radura, si trasformava in un angelo dalle grandissime ali bianche per spiccare il volo al grido di Break It Up che la cantante (nel sogno) urlava ripetutamente. Poi la chiusura con People Have the Power, scritta a quattro mani con il marito e dedicata alla figlia che stava aspettando, "un inno", ha detto, "di fiducia nel futuro" che con un'esecuzione magistrale ha trascinato tutto il pubblico del Circo Massimo in piedi, e che si è conclusa con un invito all'impegno: "Non perdete la vostra voce".
F.Dodaro--PV