Aura, l'archivio Valentino tra bellezze nascoste e rivelate
Da Fondazione Garavani Giammetti 38 capi e l'arte di Juszkiewicz
(di Patrizia Vacalebri) "Il significato di questa mostra è legato a domande e risposte racchiuse nei quadri stessi dell'artista in dialogo con gli abiti di Valentino. Entrambe parlano della bellezza e del suo significato, nascosto dai dipinti e svelato dalle creazioni di Valentino. Le donne hanno voglia di essere scoperte". E' Giancarlo Giammetti, nel corso dell'inaugurazione, a rivelare il senso della nuova mostra, intitolata Aura, ospitata negli spazi di PM23, a piazza Mignanelli, sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Trentotto abiti d'archivio di Valentino Garavani sono in dialogo con i quadri della giovane artista polacca Ewa Juszkiewicz, grandi opere ad olio che raffigurano dame e donne in abiti coloratissimi rinascimentali, con il volto nascosto da tessuti attorcigliati attorno al viso come turbanti e la testa trasformata in fruttiere o vasi di piante in un guizzo inconsapevole per l'artista, quasi arcimboldesco. "Nascondere il volto a queste figure femminili - spiega la pittrice - rappresenta per me una metafora di libertà, che vuol dire annullare ogni individualismo e rompere con la tradizione, anche nell'abbigliamento, visto che le donne che ho dipinto portano abiti antichi nella foggia, ma moderni nello spirito, colorati, energetici, in stoffe morbide, senza costrizioni di corsetti o altro. Con il volto coperto le mie donne sono eterne perché non legate ai loro tratti somatici che hanno in quel momento. Com' è eterna la moda di Valentino". Aura evoca dunque quel confine in cui ciò che è familiare rimane riconoscibile, ma assume a sorpresa un aspetto dove lo spazio è sospeso tra realtà e immaginazione, e la trasformazione genera un nuovo modo di guardare. Nel linguaggio creativo di Valentino Garavani, la figura femminile occupa un ruolo centrale: colore, materiali, volumi e movimenti ne esaltano la silhouette, con l'intento di valorizzarne la presenza e lasciare emergere e brillare la bellezza di ognuna. Nei dipinti di Ewa Juszkiewicz, il ritratto è sottoposto a un processo di metamorfosi. Attingendo alla tradizione europea del ritratto femminile, l'artista trasforma i volti delle sue protagoniste in configurazioni di capelli, tessuti, fiori e altre forme organiche, ridefinendo i codici del ritratto e aprendo l'immagine ad altre possibili interpretazioni. In entrambi i percorsi creativi, elementi riconoscibili e richiami storici acquisiscono significati inediti, entrando a far parte di nuovi linguaggi visivi e creando punti di connessione tra moda e pittura. La mostra riunisce 38 abiti selezionati dall'archivio della Maison Valentino e 26 dipinti di Ewa Juszkiewicz. "Con Aura - conclude Giammetti - abbiamo voluto esplorare la capacità della moda e dell'arte di trasformare il nostro sguardo sulla bellezza. Le creazioni di Valentino e i dipinti di Ewa Juszkiewicz, attraverso la materia, il colore, la forma e la metamorfosi, ci invitano a superare ciò che è familiare per scoprire nuove prospettive. È una visione che accompagna da sempre il mio percorso con Valentino e che oggi continua a guidare il lavoro della Fondazione: credere nella bellezza come forza capace di generare cultura, immaginazione e cambiamento". Per Aura, Ewa Juszkiewicz ha realizzato il dipinto "A Portrait in Valentino Red", presentato per la prima volta nella mostra. L'opera trae ispirazione da un abito della collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2007-08 di Valentino, nel simbolico rosso della maison. Nella tela un'elaborata composizione di tessuto rosso, impreziosita da un motivo a foglia di palma, avvolge il volto, evocando una rosa, un fiocco e una forma organica in crescita, riprendendo il vocabolario visivo dell'abito, creando tensione tra ritratto, tessuto e ornamento. La mostra, patrocinata dal Municipio I Roma Centro, sarà aperta al pubblico dal 18 ottobre al 21 febbraio 2027.
A.Fallone--PV
