Al via a Roma il Mercato dell'audiovisivo, nasce l'European Investment Hub
Apa propone un Fondo italiano investimenti. Settore sfiora i 14 miliardi, vola streaming
(di Giulia Bertollini) Il lancio dell'European Investment Hub, una nuova piattaforma strategica dedicata agli strumenti finanziari a sostegno dell'industria audiovisiva in Europa e a livello internazionale, è stato al centro dell'apertura dei lavori della dodicesima edizione del Mia - Mercato Internazionale Audiovisivo, promosso da Anica, presieduta da Alessandro Usai, e da Apa, presieduta da Chiara Sbarigia, con la direzione di Gaia Tridente, a Palazzo Barberini a Roma. Nel corso della sessione inaugurale si sono confrontati i principali rappresentanti delle istituzioni nazionali e comunitarie. Sbarigia ha sottolineato l'importanza del nuovo Hub, evidenziando che "l'obiettivo è unire intorno allo stesso tavolo chi definisce le politiche pubbliche, chi finanzia e le imprese del settore. In una fase in cui i costi di produzione e la competizione internazionale sono estremamente forti, nessuno può farcela da solo: servono risorse pubbliche e capitali privati che lavorino insieme". Per l'occasione Apa ha presentato la proposta di istituire il Fondo italiano investimenti per l'Audiovisivo, un veicolo a capitale pubblico e privato affidato in gestione a Fondo Italiano d'Investimento Sgr (Gruppo Cdp) in sinergia con l'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale. "Il progetto è stato pensato per superare la fragilità finanziaria delle nostre imprese, in particolare le medio-piccole, rendendole più strutturate, autonome e competitive a livello globale", ha spiegato Sbarigia, aggiungendo che "l'indipendenza finanziaria è una leva decisiva: consente di conservare la titolarità dei progetti, investire nello sviluppo e sedersi ai tavoli negoziali da pari a pari". L'iniziativa si inserisce in un contesto economico in cui il mercato dell'audiovisivo di rete in Italia raggiunge un valore stimato di circa 13,9 miliardi di euro nel 2024, registrando un tasso di crescita annuo composto (Cagr 2020-2024) del 6,5%. A trainare la ripresa e l'espansione del settore post-Covid è soprattutto il segmento dell'Online Video, che segna un balzo del +24% raggiungendo quota 5,4 miliardi di euro (pari al 39% del totale), mentre resta sostanzialmente stazionaria la Televisione lineare, che attira 8,5 miliardi di euro (61% del mercato) con una lieve flessione dello 0,1%. I dati sono frutto dell'analisi presentata dall'Apa con il supporto di Deloitte ed evidenziano come, nonostante la forte attrattività, il tessuto produttivo italiano continui a presentare un'elevata frammentazione: circa il 94% della filiera è composto da micro-imprese con meno di nove addetti e il 60% registra un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro, rendendo più difficile l'accesso al credito in un contesto segnato dalla contrazione del Tax Credit (sceso da circa 700 milioni di euro nel 2024 a 500 milioni stimati per il 2027). Dal canto suo, il presidente di Anica, Alessandro Usai, ha richiamato la profonda trasformazione del comparto: "Nell'ultimo decennio la finanza è entrata prepotentemente nelle dinamiche dell'industria e oggi gioca un ruolo determinante. Le imprese audiovisive italiane stanno ottenendo importanti successi internazionali, tuttavia scontiamo ancora una dimensione aziendale relativamente piccola rispetto ai concorrenti europei e globali: l'Investment Hub vuole essere un trampolino per la crescita dimensionale e industriale delle nostre imprese". Il settore si conferma peraltro un volano strategico per l'economia reale e il turismo, con impatti rilevanti specialmente nel Mezzogiorno: in Puglia l'Apulia Film Commission ha generato un indotto tra diretto e indiretto di oltre 100 milioni di euro nel 2024, mentre in Campania e Sicilia gli investimenti regionali continuano a stimolare la crescita dell'occupazione e della produzione locale.
A.Graziadei--PV