Freida Pinto, 'troppi cliché sulle donne, basta perfezione'
Nel segno dell'India da The Millionaire al calendario Pirelli, alla nuova serie Netflix
(di Alessandra Magliaro) È un'attrice affermata, una modella elegante e di carattere, una produttrice e un'attivista per i diritti delle donne. Oggi a 42 anni Freida Pinto, tra le protagoniste del calendario Pirelli 2027, guarda al suo passato, agli esordi di The Millionaire di Danny Boyle che nel 2009 sbancò agli Oscar, otto, e ai botteghini di tutto il mondo e che fu il suo esordio. "Sono eternamente grata dell'inizio con The Millionaire che mi ha permesso di essere qui dove sono - dice all'ANSA Freida Pinto, super chic in completo dorato in stile indiano -. Non è stato solo un film ma un fenomeno globale destinato a vivere a lungo, come Titanic. Ma un'opportunità del genere non ti viene regalata: per avere una carriera longeva devi lavorare duramente. Tuttavia, sono ancora più grata per la resilienza che ho acquisito crescendo a Bombay; è ciò che quella città mi ha trasmesso, ed è proprio quella resilienza ad aver reso possibili i vent'anni successivi". La partecipazione al calendario Pirelli 2027 realizzato in India cosa rappresenta per lei? "È un calendario senza tempo, che anche una volta trascorso l'anno, resta un pezzo da collezione. Sono orgogliosa che sia dedicato all'India e lo ritengo un ulteriore passo avanti nel racconto del paese in ogni suo aspetto. Certo è impossibile in un ritratto o in un insieme di foto catturarne la complessità, ma lo considero una intensa rappresentazione". Solve Sundsbo, il fotografo norvegese di questo calendario a più mani, l'ha ritratta tra le bouganville, la pianta che Freida preferisce, "ci sono cresciuta nella mia Mumbai e mi riporta alle radici. Sento di essere stata me stessa in questi scatti". Dai tempi di The Millionaire, quindi poco meno di venti anni fa, come è cambiato il suo paese? "Ogni paese cambia, non solo l'India, sarebbe assurdo altrimenti vivere in un limbo atemporale. E questi sono tempi promettenti. Credo fermamente nei giovani di ogni nazione, perché rappresentano il futuro, il fatto che abbiano una voce e che vogliano far fiorire le proprie idee - che si tratti di cinema, televisione, politica, narrazione, arte o qualsiasi altro ambito - è, a mio avviso, un segnale promettente. Vedo da qui a Delhi, come in Brasile o in Europa, compresa l'Italia, che ci sono istanze giovanili a scendere in piazza, a protestare ed è la democrazia a permetterlo. Sono tempi molto intensi". Il 17 dicembre arriverà su Netflix, anche in Italia, "Una nuova terra" la serie di cui Pinto è protagonista ma anche produttrice, tratta dai racconti di Jhumpa Lahiri. "Il personaggio di Parul Chaudhury è importante anche per il modo in cui il mondo vedrà le donne indiane. Siamo così pronti a giudicare e a stereotipare le donne indiane, pensando che siano tutte uguali: tradizionali, silenziose e sottomesse. Nessuno dei personaggi della nostra serie è così. Sono molto audaci", aggiunge. Sembra una donna molto sicura e determinata, al contrario dei cliché indiani. Lo è? "Vengo da questo Paese, per quanto io possa trascorrere anni lontana o vivere altrove, resta il fatto che ho costruito la mia resilienza negli anni della giovinezza. Non mi lascio prendere dallo sconforto e dipende proprio da questo: io ho già visto tutto". Lei è anche un'attivista, qual è uno stereotipo che vorrebbe abbattere? "Sono davvero stanca di vedere donne ritratte come esseri perfetti, impeccabili. Non riesco a immedesimarmi in questo. Non mi riconosco in quella visione puritana in cui una donna fa sempre la cosa giusta, prende solo decisioni esemplari e vive in modo perfetto. Non esiste una persona al mondo che debba affrontare dilemmi morali o scelte conflittuali nel corso della propria vita. Trovo che la perfezione sia estremamente noiosa". Attrice o modella? "Come modella non mi sono trovata benissimo, ho troppe opinioni da esprimere e questo non era molto accettato, adesso lo è di più perché sono un'attrice che ogni tanto fa la modella. Ma se devo dire, è la produzione che mi attira ancora di più". Se dovesse indicare una donna per lei iconica chi sceglierebbe? "Michelle Obama. Come leader, icona, filantropa, attivista, oratrice e madre, nutro per lei un rispetto immenso".
A.dCosmo--PV