Pallade Veneta - Vista dei più piccoli, da Trento un nuovo modello digitale per pediatri

Vista dei più piccoli, da Trento un nuovo modello digitale per pediatri


Vista dei più piccoli, da Trento un nuovo modello digitale per pediatri
Vista dei più piccoli, da Trento un nuovo modello digitale per pediatri

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Scientific Reports

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Lo "screening oculare dei lattanti mediante test digitale del riflesso d infrarossi e consulto medico a distanza asincrono" è la nuova frontiera per la prevenzione e la cura dei disturbi alla vista dei più piccoli. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports e condotta nell'ambito del progetto "Sanità digitale e AI" finanziato dalla Provincia di Trento, che "dimostra come la tecnologia possa potenziare gli screening oculistici dei lattanti e migliorare la prevenzione sul territorio". La diagnosi tempestiva è fondamentale per indviduare eventuali problematiche, come i primi sei mesi di vita di un neonato nel caso della cataratta congenita. L'identificazione precoce di opacità del segmento anteriore dell'occhio è spesso resa difficoltosa dalla carenza di specialisti e di risorse, ma l'articolo scientifico mette in luce come "l'utilizzo di immagini digitali scambiate tra pediatri di base e oculisti rappresenti un metodo valido e accurato per identificare precocemente anomalie oculari, superando i limiti logistici delle visite specialistiche in presenza". Le inedite metodologie di lavoro sono destinate a migliorare la documentazione clinica e aprono la strada "a future applicazioni di Intelligenza Artificiale per diagnosi ancora più rapide e precise, che ci consentirà di creare una rete di sicurezza che protegga la vista dei bambini fin dai loro primi passi", come ha chiarito Federica Romanelli, primaria dell'Unità operativa multizonale di Oculistica dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit). Lo studio, condotto tra aprile 2024 e marzo 2025, ha coinvolto 189 neonati, ofnuno dei quali è stato sottoposto sia al test digitale del riflesso ad infrarossi, sia al test del riflesso rosso standard per confrontarne l'accuratezza. I risultati indicano una fattibilità dell'84% e un accordo diagnostico pari al 99% con i test tradizionali. "Abbiamo verificato che il metodo è accurato e praticabile - ha confermato Elisabetta Racano dell'Uo multizonale di Oculistica - Le immagini digitali vengono raccolte attraverso il test del riflesso ad infrarossi digitale, e in caso di esito positivo o dubbio possono essere valutate successivamente dai clinici specialisti". La sperimentazione sinergica è frutto della collaborazione fra TrentinoSalute4.0 e Fondazione Bruno Kessler (FBK) e il coinvolgimento dell'Asuit, con l'Unità operativa multizonale di Oculistica e il servizio di Epidemiologia e alcune pediatre di libera scelta (Adele Compagnone, Marta Betta, Roberta Pasquini, Lorena Filippi e Lucia Pavanello), che hanno eseguito i test digitali sui loro piccoli pazienti direttamente negli ambulatori.

M.Jacobucci--PV