>ANSA-FOCUS/ Dalla corona alla tuta Bohemian Rapsody, Londra celebra Freddie Mercury
A 80 anni dalla nascita una grande mostra con costumi di scena leggendari
(di Titti Santamato) "Mi piace essere circondato da cose splendide. Voglio condurre una vita vittoriana, attorniato da un raffinato disordine". Questa frase di Freddie Mercury del 1978 racchiude la filosofia della carismatica star che quest'anno avrebbe compiuto 80 anni e viene celebrata da diverse iniziative in tutto il mondo. Tra queste c'è la mostra Spendid things che apre al Victoria and Albert Museum di Londra, la cornice ideale essendo il museo nato in piena epoca vittoriana. Il percorso espositivo aperto fino al 17 gennaio 2027, comprende otto abiti di scena dell'artista noto non solo per le qualità vocali ma anche per l'esuberanza sul palcoscenico, ognuno degli outift mette in luce momenti topici del frontman dei Queen e anche dell'artista solista, tra gli anni '70 e gli anni '80. Tra questi figurano un suggestivo completo monocromatico indossato da Mercury durante uno dei primi concerti dei Queen all'Imperial College e apparso sulla copertina dell'album di debutto della band nel 1973. Ma anche la tuta Mercury Wing creata da Wendy de Smet e sfoggiata sul palco durante il tour di A Night at the Opera (1975-1976), celebre anche per la sua apparizione nel rivoluzionario video di Bohemian Rhapsody. Immancabile l'iconica corona con mantello, disegnata da Diana Moseley e utilizzata nel Magic Tour, inclusa l'ultima esibizione dal vivo di Freddie con i Queen a Knebworth nel 1986. La rassegna prosegue fino al successo di Mercury come solista, con il costume indossato nel videoclip di Made in Heaven. Anche i kimono, provenienti dal guardaroba personale dell'artista, offrono uno sguardo sull'uomo che si celava dietro il personaggio. Freddie Mercury, pseudonimo di Farrokh Bulsara - nato a Zanzibar il 5 settembre 1946 e venuto a mancare il 24 novembre 1991 a Londra a causa di una polmonite legata all'Aids - nel 1970 ha co-fondato i Queen insieme al chitarrista Brian May e al batterista Roger Taylor. Brani come Bohemian Rhapsody, We Are the Champions e Don't Stop Me Now sono diventati pietre miliari della musica contemporanea. "Lungi dall'essere semplici accessori i suoi costumi e i suoi abiti erano elementi essenziali delle sue performance, della sua visione creativa e più in generale della sua espressione personale. Erano concepiti con cura per creare un impatto visivo ed emotivo duraturo, capace di attraversare le generazioni e di risuonare ancora oggi", ha spiegato Mary Austin, ex fidanzata e amica dell'artista fino all'ultimo, che ha contributo all'esposizione prestando sette degli otto outfit esposti.
A.Rispoli--PV
